<![CDATA[ Stefano Maullu ]]> Mon, 15 Mar 2010 05:50:23 UTC <![CDATA[ Ho querelato LA REPUBBLICA e vi spiego il perché ]]> 1. Sono accostato deliberatamente a fatti e situazioni dalle quali risulto essere completamente estraneo 2. Gli indagati dell’inchiesta, a precisa domanda del magistrato, escludono la mia persona da ogni attività illegale

3. Paradossalmente il titolo degli articoli sarebbe dovuto essere: “Maullu non c’entra nulla”. Invece La Repubblica titola in maniera completamente diversa l’articolo, paventando situazioni di ambiguità e creandomi un grave danno d’immagine. La Repubblica, così facendo, non fa informazione ma puro killeraggio politico

4. Ho deciso quindi, a tutela della mia onestà e onorabilità, di querelare sia il quotidiano e sia il giornalista autore dell’articolo, destinando il risarcimento a favore delle bambine afghane della Scuola della Pace di Padre Moretti a Kabul

(ANSA) - MILANO, 11 MAR - L'assessore alla protezione civile della Regione Lombardia Stefano Maullu annuncia querela contro il quotidiano la Repubblica e il giornalista Davide Carlucci per tre articoli sull'inchiesta della Dda di Milano riguardo alle infiltrazioni mafiose nei Comuni a sud di Milano che ha portato all'arresto dell'ex sindaco Pds di Trezzano sul Naviglio, Tiziano Butturini e del consigliere comunale del Pdl Michele Iannuzzi. Nel testo di un primo articolo del 23 febbraio scorso, spiega l'ufficio stampa di Maullu, ''si affermava, solo per inciso, che Maullu non risulta indagato, ma il tenore dell'articolo e i vistosi accostamenti con fatti di corruzione, nonostante la parziale precisazione pubblicata in un box il giorno dopo, risultavano comunque tali da gettare pesanti sospetti su unsuo coinvolgimento nell'attivita' illecita...''. ''Non ho mai dato consulenze ne' appalti e gli indagati hanno escluso il mio coinvolgimento'' dice l'assessore mostrando una attestazione della Procura della Repubblica datata primo febbraio sulla quale si certifica che non ci sono notizie di reato a suo carico. ''Mi rivolgero' alla Procura'' ha aggiunto parlando di ''killeraggio politico'' arrabbiandosi soprattutto per i titoli dei pezzi pubblicati su Repubblica che riportano stralci dei verbali di interrogatorio. ''E' lesivo - ha detto - amplificare col rilievo dei titoli notizie e accostamenti infondati che il contenuto dell'articolo nemmeno giustifica''. Proprio nell'ipotesi che qualche avvocato abbia ''scordato'' al bar i verbali poi trovati dai giornalisti Maullu ha deciso di rivolgersi anche all'ordine degli avvocati. ''Questa e' una campagna di veleni e c'e' da chiedersi a chi giova'' ha concluso ipotizzando ''un mandante occulto e o un disegno politico''.

Milano, 11 mar. (Adnkronos) - "Denuncio Repubblica perche' da 3 settimane sta andando avanti con un puro killeraggio politico. Querelo il giornalista che ha scritto gli articoli e faro' un esposto all'ordine degli avvocati e alla magistratura per chiedere come mai questi verbali vengano fatti uscire e vengano usati elementi in maniera distorta, che nulla hanno a che vedere con il sottoscritto". Stefano Maullu, assessore alla Protezione civile in Regione Lombardia, replica cosi' agli articoli apparsi in questi giorni sul quotidiano La Repubblica. Articoli che lo collegherebbero alle vicende di corruzione e infiltrazioni mafiose nei comuni del Parco Sud, in provincia di Milano, che hanno condotto all'arresto dell'ex assessore del Pdl Michele Iannuzzi e all'imprenditore Alfredo Iorio."Repubblica - continua Maullu - in maniera scientifica si sta facendo portavoce e strumento di qualcuno che ha tutto l'interesse a delegittimare il sottoscritto. E io mi chiedo a chi giova, chi ha l'interesse a divulgare questo genere di verbali. E per quale ragione Repubblica sia partita con questa campagna. E' al soldo di chi?". L'indagine, sottolinea ancora l'assessore del Pdl, "va avanti dal 2007, e io non risulto mai indagato. La Procura di Milano ha negato la mia iscrizione nel registro degli indagati, e gli stessi due arrestati hanno confermato la mia estraneita'".Non e' legittimo, quindi, "diffondere sospetti di rapporti illeciti" soprattutto attraverso la rilevanza dei titoli, che poi "nemmeno il contenuto dell'articolo giustifica". L'Atto di Milano, ribadisce Maullu, "non ha mai partecipato alla fondazione Lida, e io non c'ero alla sua inaugurazione. Non ho fatto consulenze, non ho dato appalti". E con i soldi "che prendero' da Repubblica, andro' a sostenere le bambine afghane per permettere loro di andare a scuola. Quindi - conclude Maullu - spero proprio di riceverne tanti.

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Thu, 11 Mar 2010 17:23:48 UTC
<![CDATA[ Le prove della truffa ai danni della lista Formigoni ]]> Riportiamo di seguito l'articolo apparso oggi sul sito de Il Giornale, che rileva le prove della della truffa ai danni della lista Formigoni.

Milano - Ore e giorni passati a spulciare le liste elettorali, come fossero mandarini dell’impero cinese. La teoria dei «due pesi e due misure» - denunciata dai colonnelli del Pdl dopo l’esclusione del centrodestra dalle prossime regionali decisa dalla Corte d’Appello - diventa un dossier di 50 pagine consegnato ai candidati e agli esponenti del partito. Un documento interno alla coalizione acquisito come vademecum pre-elettorale, e con cui il Popolo della libertà ribadisce l’ipotesi di un disegno ordito da «diversi soggetti» - così li aveva chiamati Roberto Formigoni nei giorni scorsi - che avrebbero cercato di fare fuori il listino del governatore, favorendo il democratico Filippo Penati nella corsa verso le urne. Il documento - datato 8 marzo - è firmato dal coordinatore regionale e presidente della Provincia Guido Podestà, e dal deputato del Pdl Massimo Corsaro. Il leit motiv non cambia: la Corte d’Appello, a parità di irregolarità formali, avrebbe annullato solo quelle del Pdl, salvando invece quelle del Pd. A pagina 10 del dossier, le «prove». Una accanto all’altra, le sottoscrizioni contestate. Cancellati i nomi dei firmatari per garantirne la privacy, si procede in parallelo. Da un lato quelle del centrodestra, annullate. Di fianco, quelle del centrosinistra. Valide. E allora, 25 firme annullate alla lista «Per la Lombardia» perché l’autentica è priva del timbro tondo. Stesso problema, ma 23 firme di «Penati Presidente» vengono prese per buone. Avanti, 23 sottoscrizioni del centrodestra cancellate perché prive della qualifica dell’autenticante, e 23 del Pd accettate. Ancora, 25 adesioni pro-Formigoni in cui non compare il luogo dell’autentica si perdono per strada, mentre 9 del Partito democratico ugualmente «difettose» passano indenni la verifica dell’ufficio regionale della Corte d’Appello. Mancano sottoscrittori nel certificato d’iscrizione cumulativo alle liste elettorali? Noi - denunciano ancora Corsaro e Podestà - perdiamo tre firme, mentre il Pd ne conserva 5 viziate dallo stesso «cavillo». A Venegono - come già raccontato nei giorni scorsi dal Giornale - si dimenticano di specificare «Inferiore», e a Mariano Comense siglano Mariano «C.se»? Firme perse. Cambio lato, e 24 sottoscrizioni del centrosinistra vengono accettate nonostante il luogo di iscrizione alle liste elettorali sia «P.B.». Peschiera Borromeo, pare. Così, una data di nascita difforme rispetto al certificato di iscrizione costa una firma a Formigoni, ma non a Penati. Perché il signor Giancarlo, nato nel Monzese il 14 maggio del 1928, sul modello depositato in tribunale diventa Gianpaolo, e ringiovanisce pure di un mese (14/06/1928). Però Gianpaolo vale. Fino al caso di Francesco Prina, consigliere regionale del Pd, che ha autenticato 7 firme senza essere abilitato a farlo. E ancora: timbri sbagliati, documenti mancanti, dati illeggibili e - si legge nel documento - «diverse correzioni e integrazioni di dati» nelle liste del centrosinistra che avrebbero dovuto essere invalidate. Ma, insiste il Pdl, così non è stato. Dalle denunce ai quesiti. Pagina 8, otto domande al capitolo «Fatti e stranezze». Uno. «Come si spiega - si chiedono Podestà e Corsaro - l’incredibile celerità con cui la richiesta di accesso agli atti formulata dai Radicali è stata concessa, e per di più per via telefonica e senza alcuna documentazione di merito?». Due. «Perché è stato autorizzato l’accesso, in difformità dal comportamento della grandissima maggioranza degli Uffici elettorali che in Italia hanno ricevuto analoga richiesta, e in difformità anche dal comportamento dell’ufficio elettorale circoscrizionale di Milano?». Tre, punto sul quale i legali del centrodestra hanno insistito fin dall’inizio. «Perché l’Ufficio elettorale ha consentito al Partito radicale di presentare ricorso non sulla propria esclusione, ma sulla regolarità della documentazione di un’altra lista?». Quindi, quattro. «Quale articolo della legge elettorale consente tale procedura, dal momento che l’articolo 8 della stessa legge dichiara che la funzione dell’Ufficio in questa fase termina con la dichiarazione di ammissione, già emessa in data 28 febbraio?». Cinque. «Come e da chi è stato fatto un lavoro così approssimativo di verifica delle liste?». Sei. «Non si è violata la privacy» dei firmatari, consentendo ai Radicali di fotocopiare gli atti? Sette. «Perché la verifica delle liste concorrenti è stata autorizzata al Pdl solo in presenza dei rappresentanti di tali liste, mentre la verifica della lista Pdl è stata consentita ai Radicali senza la presenza dei testimoni?». E, soprattutto, otto. «Come mai non è stata fatta sulle liste Penati la stessa revisione che ha portato all’esclusione di Formigoni?». Otto domande, e una risposta. Quella che arriverà oggi dal Tar. Dentro o fuori, con un occhio al Consiglio di Stato. Mica detto, infatti, che la battaglia dei ricorsi incrociati sia finita. Gli uffici legali restano in trincea. Tanto per allungare ancora un po’ il brodo di una campagna elettorale fatta più nei tribunali che nelle piazze.

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Tue, 9 Mar 2010 15:45:24 UTC
<![CDATA[ La Forza delle Donne per cambiare la società - Progetto bambine afghane ]]> Pochi mesi fa mi sono recato personalmente in Afghanistan per farmi promotore di un progetto di cooperazione internazionale grazie ad un sistema di borse di studio destinate alle famiglie che mantengono le bambine e le ragazze a scuola fino al conseguimento del diploma ma spesso per molti altri paesi islamici e radicali, riguarda la qualità della formazione di base e la capacità del sistema educativo di mantenere a scuola le donne. Questo secondo aspetto è cruciale in quanto donne e famiglie sono attori di sviluppo cruciali per l’Afghanistan moderno e pacificato: lo stesso Governo afghano insieme alla comunità internazionale insistono sulla necessità di investire sulle donne nel contesto di una scuola pubblica di eccellenza, priorità al futuro di un Paese capace di inserirsi nel contesto del mondo globale. Regione Lombardia è partner di Università Cattolica del Sacro Cuore e l’International Security Assistance Force. Questa è la forza delle donne per cambiare la società.

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Mon, 8 Mar 2010 12:51:50 UTC
<![CDATA[ Riammessa la Lista Formigoni! ]]> Oggi è stata riammessa la Lista Formigoni. E' stata riconosciuta la legalità e la correttezza del lavoro svolto dal PDL Lombardia. Grazie a tutti i dirigenti e ai militanti. Stefano Maullu ]]> Sat, 6 Mar 2010 18:40:15 UTC <![CDATA[ VIENI A FIRMARE L'APPELLO "DIFENDI IL TUO VOTO" ]]> Grazie a tutti voi che avete risposto numerosi alla nostra mobilitazione.

Vi aspetto ancora domani sabato 6 e domenica 7 marzo nei miei uffici politici di Milano e provincia per aderire all'appello rivolto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché venga garantito il diritto di scegliere dei cittadini lombardi.

RECAPITI POLITICI Ufficio politico - sede

MILANO Via Ponte Vetero, 9 MILANO Via Sebenico, 14 Segreteria: 026080713 - Fax 1782749356 Ufficio politico - sedi decentrate VIZZOLO PREDABISSI Strada Statale Via Emilia Responsabile Daniele Finotti 3346096417 - Fax 1782749356 SETTALA Strada Provinciale Cerca Responsabile Stefano Orsini 3357234309 - Fax 1782749356 RHO Via Madonna Responsabile Gaspare Rizzo 3804347518 - Fax 1782749356 SAN DONATO MILANESE Via Angelo Moro, 4 Responsabile Giovanni Cafaro 3471710645 - Fax 1782749356

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Thu, 4 Mar 2010 17:56:32 UTC
<![CDATA[ VIA PADRE LUIGI MONTI: ORA RIQUALIFICARE IL QUARTIERE ]]> Viva soddisfazione alla notizia dello sgombero effettuato questa mattina dagli uomini dell’ALER insieme alla Polizia di Stato dell’appartamento occupato da Anna Cardinale, figlia della donna nota come la Signora Gabetti accusata di aver gestito il racket delle occupazioni abusive in via Padre Luigi Monti. Si tratta di un passaggio importante che segna la fine di un dominio incontrastato di una banda di criminali sul quartiere. Anna Cardinale, che era stata inspiegabilmente tratta agli arresti domiciliari, ritorna giustamente in carcere. Nel frattempo era riuscita a creare forti tensioni nel quartiere minacciando a più riprese alcuni dei testimoni nel processo che la vede coinvolta insieme alla madre. Ora sarebbe il caso di proseguire la pulizia di questo sfortunato angolo della città per riportarlo alla normalità e alla legalità. Gli accoliti della banda sono ancora in circolazione e anche senza capi restano socialmente pericolosi. Ma ciò che occorre intraprendere al più presto è una seria riqualificazione del quartiere a partire dagli esercizi commerciali. Dei cinque negozi presenti solo uno era sopravvissuto a dieci anni di dominio di questi personaggi. Una latteria che ne era diventato il ritrovo. Una politica di rassegnazione degli stessi, oltre ad una verifica della licenza del bar, sarebbe una soluzione facilmente percorribile.

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Wed, 3 Mar 2010 16:26:01 UTC
<![CDATA[ VOLONTARI PROTEZIONE CIVILE IN AZIONE PER PULITURA ARGINI LAMBRO ]]> “Un’attività straordinaria di pulizia degli argini del Lambro dagli idrocarburi di recupero della fauna colpita dall’emergenza e di apertura di accessi ai mezzi operativi per il recupero delle sostanze inquinanti. Un’attività che vede coinvolti circa 300 volontari delle associazioni di Protezione civile della Provincia di Milano.” Così Stefano Maullu, Assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione Lombardia ha illustrato a San Giuliano Milanese il progetto “Fiumi Sicuri” attualmente in corso su tutto il territorio della Lombardia e, in particolar modo, in quattro località del Milanese bagnate dal fiume Lambro. Da questa mattina, alle prime ore dell’alba, Regione Lombardia ha promosso un’azione coordinata del sistema di Protezione civile al fine di permettere un’ attenta ed efficace operazione di ripulitura del corso del fiume Lambro e delle aree adiacenti nel tratto di fiume compreso tra il Parco Lambro di Milano ed i Comuni di San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Sant’Angelo Lodigiano. L’iniziativa, inserita all’interno del progetto “Fiumi Sicuri”, ha visto la partecipazione di oltre 250 organizzazioni volontarie per un totale di circa 3000 volontari di Protezione civile, dislocati in diversi scenari sul territorio regionale. Progetto che vede Regione Lombardia impegnata sin dal 2006 in attività di prevenzione del rischio idrogeologico sui corsi d’acqua minori della regione attraverso il coinvolgimento del volontariato di Protezione civile. L’Assessore si è anche recato al Parco Lambro di Milano dove ha preso visione delle attività dei volontari di Protezione civile del Comune di Milano e delle aziende interessate all’attività di bonifica, con i quali si è congratulato per la disponibilità, la celerità degli interventi e l’impegno mostrati in quest’occasione. Nella tarda mattinata si è recato a San Giuliano Milanese ad incontrare i volontari impegnati nelle attività di pulizia degli argini “Come ricordato ieri dal Presidente Formigoni, sono state sversate circa 3.000 tonnellate di materiale, di cui 1.662 di gasolio e il rimanente di olio combustibile, che hanno raggiunto il depuratore di Monza attraverso 4,5 km di fognatura. Dall'impianto di depurazione di Monza sono state raccolte 2.066 tonnellate di miscela di idrocarburi al 59% che equivalgono a 1.250 tonnellate di prodotto sversato recuperato. Ad oggi lo sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro e' sotto controllo grazie anche al tempestivo intervento che ha permesso di aspirare buona parte del gasolio e dell'olio combustibile fuoriusciti dalle cisterne. Le verifiche effettuate dai nostri operatori confermano che la situazione è in netto miglioramento e che gli argini dei fiumi potranno essere ripuliti in tempi brevissimi, tali da permettere le operazioni di bonifica. Un ulteriore grazie a quanti si sono attivati e prodigati per arginare questo vile atto criminale.”

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Sat, 27 Feb 2010 15:25:08 UTC
<![CDATA[ Oggi inaugurazione della nuova sede elettorale a Milano ]]> Fri, 26 Feb 2010 17:07:17 UTC <![CDATA[ FIUME LAMBRO: IMMEDIATI INTERVENTI DELLA PROTEZIONE CIVILE PER CONTRASTARE L’EMERGENZA ]]> Ringrazio gli uomini della Protezione civile di Regione Lombardia, che fin dal primo mattino si sono prontamente attivati al fine di ridurre al minimo le devastanti conseguenze del disastro ambientale che ha colpito la nostra regione. Gli operatori della sala operativa stanno al momento lavorando per monitorare la situazione lungo l'intero corso del fiume Lambro e lungo il tratto del fiume Po nei pressi della foce del Lambro. Così l’Assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale della Regione Stefano Maullu comunica la situazione relativa all’emergenza che ha coinvolto l’area del fiume Lambro e del fiume Po’ a seguito di uno sversamento di un grande quantitativo di idrocarburi che ha inquinato il corso del fiume Lambro a partire dalle prime ore del mattino di martedì 23 febbraio in corrispondenza degli impianti della ex raffineria Lombarda Petroli nella zona del comune di Villasanta, a nord-est di Monza. La Sala Operativa della Protezione Civile di Regione Lombardia sta mantenendo un costante contatto con Enti e strutture operative coinvolte (Province, Comuni, Arpa Lombardia, Polizia Locale e Vigili del Fuoco) e sono previsti aggiornamenti periodici circa l’emergenza in atto. L’emergenza inizia nelle prime ore del mattino di martedì 23 febbraio a seguito della segnalazione di un’ingente massa di gasolio e sostanze oleose presso il depuratore di acque del fiume Lambro in località SanRocco (MB). Alle ore 12 dello stesso giorno si segnala che è stata sigillata la perdita dai depositi della Ditta Lombarda Petroli, una raffineria non più in funzione ma i cui serbatoi contenevano ancora gasolio e sostanze oleose. Alle ore 12.30 la macchia oleosa è segnalata oltre il comune di Peschiera Borromeo e si decide così di predisporre barriere artificiali all’altezza dei comuni di Salerano (LO) e di Melegnano nel cui caso viene utilizzata una diga artificiale già presente lungo il corso del fiume. Nel corso del pomeriggio vengono predisposti ulteriori sbarramenti presso i comuni di Chignolo(PV) e Castiraga Vidardo (LO). Nonostante i blocchi predisposti, la macchia oleosa, seppur fortemente rallentata ha proseguito il proprio corso, arrivando nel pomeriggio di mercoledì 24 al fiume Po’. Si sta attualmente predisponendo in collaborazione con la regione Emilia Romagna una barriera artificiale sul fiume Po presso Isola Serafini. In corrispondenza degli sbarramenti predisposti il cui funzionamento è stato ottimale sono stati aspirati 430 mc di acqua contaminata poi inviati agli impianti di smaltimento/trattamento. Sono state attivate ditte specializzate in bonifiche ambientali per il recupero del materiale attualmente presente sull’asta del fiume Lambro e sono state emesse indicazioni ai sindaci al fine di interdire l’utilizzo dell'acqua del fiume Lambro. Lo sversamento ha riguardato complessivamente oltre 1000 metri cubi di gasolio e sostanze oleose. La gravità dell’emergenza ha portato il Presidente della Regione Lombardia Formigoni a firmare nel pomeriggio la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza. Nella giornata di oggi sono terminate le operazioni di messa in sicurezza di emergenza dell’impianto di Lombarda Petroli con asportazione dei terreni contaminati ed operazioni di campionamento. E’ stato effettuato un prelievo delle acque di prima falda che risultano apparentemente non contaminate. Tra ieri ed oggi sono stati asportate 1650 tonnellate di materiale presso l’impianto di depurazione di Monza San Rocco. Dai primi dati risulta che circa l’80% dello sversamento di gasolio convogliato all’impianto attraverso le condotte fognarie è stato trattenuto dall’impianto.

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Wed, 24 Feb 2010 18:18:41 UTC
<![CDATA[ ELEZIONI REGIONALI: TRA LA GENTE PER DARE RISPOSTE NON PER URLARE SLOGAN ]]> Iniziato oggi, con il mercato di via Benedetto Marcello a Milano, il tour in camper per le elezioni regionali del prossimo 28 e 29 marzo. Un mezzo semplice e rapido per incontrare i cittadini di Milano e provincia, per confermare il nostro impegno a favore dei cittadini in vista del prossimo mandato in Regione Lombardia. E' stato scelto il camper per condividere e dare risposte più velocemente ai veri problemi dei milanesi: in strada, sul marciapiede, a contatto con gli anziani, con i lavoratori, con chi combatte i disagi quotidiani e che spesso si sente solo, con chi ha bisogni reali. Girando tra la gente, nei mercati e nelle strade, avverto una sfiducia nei confronti della politica.

Una politica che mortifica le attese dei cittadini e impedisce di immaginare e costruire il futuro. E’ pur vero che in campagna elettorale la finta politica si mette le scarpe adatte e rincorre ogni settore, ogni presunto interesse, ogni particolare, dimenticandosi di se stessa, dell’essenza della propria azione. Ecco, quel che i cittadini non sopportano delle campagne elettorali è questa politica col fiatone, che va di corsa e si dimentica anche perché lo fa. Una politica che dà i resti a tutti per non darli a nessuno. Gli elettori non vogliono un contentino, una buona parola, una pacca sulla spalla, in cambio di uno straccio di voto. Ai cittadini che chiedono una prospettiva futura e la soluzione dei problemi, ecco a loro mi rivolgo. Mi rivolgo ai cittadini che declinano al futuro le aspirazioni del presente e che non si accontentano né di capipopolo che si alimentano di rancore e di polemiche come Di Pietro, né di pensieri dalle gambe corte e dal respiro debole come Casini e Bersani. Per non parlare dei politici da slogan, scanditi a più riprese ma che non trovano mai un riscontro concreto.

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Tue, 23 Feb 2010 16:56:28 UTC
<![CDATA[ VIA PADOVA, BASTA SLOGAN, LE SOLUZIONI SONO A PORTATA DI MANO: SGRAVI FISCALI PER I COMMERCIANTI DI VIA E REPRESSIONE CLANDESTINITA’ ]]> Il quartiere di via Padova è da molto tempo un enclave di immigrazione irregolare, criminalità organizzata, spaccio di stupefacenti e prostituzione. Ai pochi immigrati regolari che lavorano e cercano l’integrazione si affiancano balordi e clandestini la cui unica premura è quella di creare disagio sociale e alimentare un perenne clima di tensione. Alcune vie sono caratterizzate da immobili in cui si possono trovare fino a 7/8 immigrati stipati in poco più di 40mq. Proprietari italiani senza scrupoli che alimentano un giro vorticoso di abusi e irregolarità, magrebini seduti ai tavolini dei bar tutto il giorno, prostitute dei Paesi dell’est agli angoli delle vie, sudamericani ubriachi e molesti. E’ un problema di ordine pubblico perché solo nella legalità si può percorrere la via dell’integrazione. Gli interventi ex post, quelli che sedano questi atti e non li prevengono, la comprensione delirante e ideologica di che ama pensare alla società multietnica, sono gli autentici nemici di questo quartieri e di chi lo abita. Ma soprattutto è un quartiere che rileva la permanenza, ormai residuale ed in continua regressione, delle attività artigianali di tipo tradizionale che caratterizzavano il tessuto economico del quartiere fino ad una decina di anni fa. Una zona che ha smarrito la sua identità e che nella multietnicità qualcuno ha voluto vederci una soluzione che in realtà è fallimentare. La discussione del nuovo Pgt potrà dare una svolta. E se proprio vogliamo pensare a degli incentivi o sgravi fiscali, che i destinatari siano i commercianti italiani del quartiere che vedono progressivamente ridursi clienti e incassi proprio in virtù della diminuzione degli italiani e l’aumento degli stranieri che tendono a servirsi dei negozi gestiti dai loro conterranei. Ancora una volta è nella gestione del fenomeno dell’immigrazione che si misura la capacità della politica di superare il clima della propaganda. La stessa reazione dei cittadini, quasi tutti elettori di centro-destra, è il segnale che gli slogan non bastano più. Adesso i cittadini, italiani e immigrati regolari, si aspettano dalle istituzioni il passo successivo: soluzioni. La palla ora passa al centrodestra che, giustamente, non hai mai sminuito il problema dell'immigrazione incontrollata e che adesso è chiamato a trovare provvedimenti efficaci. Sia chiaro, come i fatti di Milano dimostrano, il compito della politica non è di sollevare polveroni. Ma di parlare dei problemi veri, non quelli dettati dalla propaganda spicciola. Repressione dell’immigrazione clandestina e dello sfruttamento operato da proprietari di casa italiani, riqualificazione del quartiere e sostegno al commercio sono esigenze improrogabili. Di progetti in corso o in via di definizione ce ne sono. Basta attivarsi velocemente. Penso ad esempio al Parco Trotter e al suo progetto di riqualificazione che giace da anni in Comune di Milano. E l’occasione dell’EXPO può essere quella giusta per dare una svolta al quartiere via Padova.

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Thu, 18 Feb 2010 10:53:15 UTC
<![CDATA[ Via Padova, guarda il video ]]> La proposta di incentivare gli immigrati per lasciare i quartieri ad alta densità di stranieri è irricevibile e rischierebbe di creare ulteriori disparità di trattamento tra italiani e allogeni. I ghetti si sconfiggono con un controllo capillare del territorio attraverso una verifica puntuale di chi abita nei caseggiati e della legalità. Quando in appartamenti di 30/40 mq si assiepano fino a 10 immigrati, spesso irregolari, con proprietari italiani disonesti che speculano nel più totale spregio delle leggi, ecco che poco alla volta i quartieri si trasformano in ghetti dove i milanesi diventano una minoranza. Una minoranza che subisce senza poter dare voce alle proprie istanze di sicurezza e legalità. Non basta contenere il problema, ma si deve risolverlo. E’ sufficiente iniziare con la verifica di chi c’è negli appartamenti, nei negozi trasformati in alloggi, nelle speculazioni degli italiani disonesti che affittano in nero agli stranieri. E’ un problema di ordine pubblico, ieri come oggi. Quando sento parlare di politiche di integrazione ho l’impressione che si voglia derogare ancora una volta la soluzione. Solo nella legalità può dimorare l’integrazione. Già i milioni di euro stanziati per l’emergenza nomadi hanno creato fortissime perplessità tra i milanesi, ora si vorrebbe incentivare con sovvenzioni l’immigrato a cambiare quartiere. Se si applicasse il reato di clandestinità, se si punissero severamente i proprietari delle case che affittano in nero, se si controllasse l’autenticità dei contratti di lavoro, in automatico la presenza degli stranieri nei quartieri si ridurrebbe. Si creano le leggi e poi dovremmo ricorrere a simili espedienti? Spero che le parole del Prefetto di Milano siano state fraintese deliberatamente dal candidato del Pd alle elezioni regionali che in questi giorni si sta dedicando alla pesca delle occasioni nel vano tentativo di racimolare qualche voto a Milano.

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Wed, 17 Feb 2010 10:59:00 UTC
<![CDATA[ Buono famiglia da 1300 euro, aperto il bando 2010 ]]> Tue, 16 Feb 2010 15:42:21 UTC <![CDATA[ VIA PADOVA, COMPRENDO LA RABBIA DEGLI ABITANTI DEL QUARTIERE ]]> Si rimane perplessi. La stessa perplessità dei cittadini italiani che vivono nel quartiere. Tra chi invoca i rastrellamenti e chi parla di associazioni di volontariato, preferisco le pacate e serene richieste che provengono dai milanesi che hanno scelto di non abbandonare via Padova. Tutto poteva essere affrontato con maggiore attenzione e soprattutto dando seguito alle denuncie che gli abitanti hanno trasmesso a più riprese alle Istituzioni. Ascoltare è il principale compito della politica. Non basta ridimensionare l’accaduto o usare via Padova come passerella elettorale e, magari, prendersi pure i fischi o gli applausi. Molti caseggiati sono occupati da irregolari o stranieri che vivono in 7/8 in poco più di 40mq. Un differente modo di intendere gli spazi comuni, la logica della sopraffazione e della violenza rappresenta il principale ostacolo all’integrazione degli stranieri nella zona. A poco a poco sono gli italiani che sono diventati la minoranza, una minoranza che subisce senza poter dare voce alle proprie istanze di sicurezza e legalità. Non basta contenere il problema, ma si deve risolverlo. Basterebbe iniziare con la verifica di chi c’è negli appartamenti, nei negozi trasformati in alloggi, nelle speculazioni degli italiani disonesti che affittano in nero agli stranieri. E’ un problema di ordine pubblico, ieri come oggi. Quando sento parlare di politiche di integrazione ho l’impressione che si voglia derogare ancora una volta la soluzione. Solo nella legalità può dimorare l’integrazione. Le pattuglie servono a poco se non si inizia una strategia nel breve-medio periodo. E questa strategia deve portare a risultati concreti e tangibili. Puntare alle seconde generazioni di immigrati e all’educazione alla legalità sono obiettivi pregevoli, ma quello che preoccupa i cittadini sono le prime generazioni e la loro condotta. Si è perso troppo tempo. Fare la campagna elettorale sul disagio della gente è abbastanza deprimente. E’ la politica che ammicca e strizza l’occhio dimenticandosi che la società, i cittadini, gli individui non sono categorie. Non sono astrazioni. Che sono persone vere, in carne e ossa. Persone che alla politica chiedono una prospettiva futura. Non vogliono un contentino, una buona parola, una pacca sulla spalla, in cambio di uno straccio di voto. Troviamo la soluzione che di promesse gli abitanti del quartiere ne hanno sentite troppe e per troppo tempo.

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Mon, 15 Feb 2010 17:04:57 UTC
<![CDATA[ VIA PADOVA, RIPENSARE IL QUARTIERE PER TUTELARE I CITTADINI ]]> Il quartiere di via Padova è da molto tempo un enclave di immigrazione irregolare, criminalità organizzata, spaccio di stupefacenti e prostituzione. Ai pochi immigrati regolari che lavorano e cercano l’integrazione si affiancano balordi e clandestini la cui unica premura è quella di creare disagio sociale e alimentare un perenne clima di tensione. Alcune vie sono caratterizzate da immobili in cui si possono trovare fino a 7/8 immigrati stipati in poco più di 50mq. Proprietari italiani senza scrupoli che alimentano un giro vorticoso di abusi e irregolarità, magrebini seduti ai tavolini dei bar tutto il giorno, prostitute dei Paesi dell’est agli angoli delle vie, sudamericani ubriachi e molesti. E’ un problema di ordine pubblico perché solo nella legalità si può percorrere la via dell’integrazione. Gli interventi ex post, quelli che sedano questi atti e non li prevengono, la comprensione delirante e ideologica che ama pensare alla società multietnica, sono gli autentici nemici di questo quartieri e di chi lo abita. Si è trattato di un pretesto per accendere l’ennesima miccia, uno scontro che poteva generarsi anche per altri motivi. Mi sono recato subito in via Padova per accertarmi di persona dell’accaduto. Tollerare anziché reprimere è uno sbaglio grave con ricadute pesanti sulla tenuta sociale del quartiere. Il Viminale deve dare segnali chiari e inequivocabili che nella nostra città la legalità non cede il passo a nessuno. Le segnalazioni dei cittadini ci sono da mesi ma qualcuno le ha volute ignorate. Non si contiene il problema, lo si affronta e lo si risolve. E sulle espulsioni e sul reato di clandestinità ci vuole maggiore fermezza da parte dei giudici. Rinviare le udienze significa far ritornare gli irregolari nel circolo della micro e macro criminalità. Credo che sia inoltre necessario ripensare interamente il quartiere, un abitare che resta fortemente condizionato dalle diffuse condizioni di disagio sociale denunciate dalla presenza di economie legate ad attività in nero, illecite o criminali, che proliferano negli ampi spazi di immigrazione più o meno clandestina. Un quartiere che rileva la permanenza, ormai residuale ed in continua regressione, delle attività artigianali di tipo tradizionale che caratterizzavano il tessuto economico del quartiere fino ad una decina di anni fa. Una zona che ha smarrito la sua identità e che nella multietnicità qualcuno ha voluto vederci una soluzione definitivamente fallita.

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Mon, 15 Feb 2010 09:24:40 UTC
<![CDATA[ LA NOMINA DEL SOSTITUTO DI PENNISI SIA DECISA DA VERTICE PDL ]]> La scelta del nuovo Presidente della Commissione consiliare del Comune di Milano "Sviluppo del Territorio" non puo' che ricadere su un soggetto di garanzia individuato dal Pdl. La triste vicenda che ha visto protagonista l'ex consigliere comunale del Pdl Milko Pennisi, per il quale esprimo la mia umana compassione, deve essere superata con una scelta del partito chiara e autorevole. Gia' nel passato si erano creati dissensi e contrasti all'interno della maggioranza di Palazzo Marino proprio su alcuni temi relativi allo Sviluppo del Territorio. Ora con la necessaria approvazione del PGT giudico opportuno che la nuova nomina non possa essere lasciata al Gruppo Consiliare per le ricadute importanti sul territorio metropolitano delle decisione che l'aula dovra' prendere nei prossimi mesi. La scelta deve essere presa dai vertici lombardi del Pdl quale strumento di garanzia e veicolo di armonizzazione. Anche e soprattutto per evitare strumentalizzazioni del caso Pennisi da parte dell'opposizione e per chiudere rapidamente l'approvazione del PGT. E' necessaria una decisione autorevole e condivisa che non puo' essere lasciata, voglio ribardirlo, al solo gruppo del Pdl a Palazzo Marino.

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Sun, 14 Feb 2010 10:05:51 UTC
<![CDATA[ Regionali/ Stefano Maullu ad Affari Italiani: "Creo una fondazione. Ma non contro Cl". E Buscemi... ]]> Stefano Maullu, assessore e candidato tra i più forti in lizza per il consiglio regionale, non ci sta. Sceglie Affaritaliani.it per presentare la sua nuova fondazione: "Sarà un organismo per far scendere il baricentro delle decisioni dall'alto al basso". E per rettificare: "Si è detto che era contro Cl, ma non è vero. Io stimo molto il movimento". Buscemi? "Su Milano non crea problemi, al massimo dà fastidio a qualche ragazzo del Comune..." Stefano Maullu fa una fondazione. Perché? Vorrei precisare che non è una fondazione contro qualcosa, o per qualcuno, ma per tanti. E' una fondazione che cerca di trovare una dimensione politica con più contenuti rispetto ai bisogni dei tantissimi militanti che sono il tessuto vero di questo grande partito che è il Pdl. All'interno di questo partito ci sono una serie di sensibilità: bisogna metterle d'accordo. In che modo? Queste sensibilità hanno un unico comune denominatore: la tradizionale operatività ambrosiana. Un'operatività un po' calvinista, dove il lavoro è determinante e dove c'è un concetto profondo di meritocrazia. Milano ha una tradizione riformista di levatura altissima. C'è la necessità di fare un lavoro sul territorio, a livello politico. La fondazione nasce per questo. Quali gli scopi della fondazione? La prima cosa è fare in modo che i militanti e quelli che credono in questo partito possano trovare una forma meno rigida di partecipazione che vada a trovare il nesso vero con il volontariato, con la società civile. E poi questa fondazione si richiamerà alla giustizia sociale, alla sobrietà della politica, così come annunciato da Tettamanzi. Ma sarà una fondazione laica? La politica è laica per definizione. La mia esperienza riformista mi tiene ancorato a quella dimensione. Quali saranno i "padrini" politici? Nessuno. Non ci sono padrini. E' un lavoro che verrà fatto dalla base, perché tantissimi hanno bisogno di stare insieme. Noi vogliamo spostare il baricentro delle decisioni dall'alto al basso. Riuscire ad avvicinare i giovani. Come si chiamerà? Questo è top secret. Stiamo lavorando ad una sede e a un logo. Tra due settimane lo sveleremo. Si dice che sarà una fondazione contro Cl. Questa è una cosa falsa, sbagliata, assurda. Io credo che Cl sia un modello da seguire. Valorizza l'esperienza di chi fa della propria fede religiosa un motivo di presenza nella società. Cl fa grandi opere, e questo è importante. Basti guardare all'esperienza del banco alimentare. E' un modello virtuoso. La demonizzazione che spesso si fa di questo movimento è strumentale, perché è un movimento presente nella società, in modo propositivo e positivo. Cambiamo discorso. Un giudizio sulla candidatura di Renzo Bossi. Io credo che francamente si debba sfatare questo aspetto nepotistico. Se avrà le gambe per correre, lo farà. Penso che sia giusto dargli un'opportunità. Potrà presentarsi per quel che è, non come figlio di un grande leader: non è stato paracadutato nel listino. Dovrà confrontarsi con il consenso, e il consenso non è mai scontato. A proposito di consenso: si sta verificando una bagarre per la scelta di Buscemi di candidarsi a Milano. Io credo che Buscemi non crei nessun problema su Milano. Probabilmente può infastidire qualche giovane ragazzo del consiglio comunale. Ma è assessore da tanto tempo, è una persona di qualità.

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Wed, 10 Feb 2010 16:02:23 UTC
<![CDATA[ SICUREZZA, SIGLATO ACCORDO REGIONE LOMBARDIA-TABACCAI ]]> Tabaccai a scuola di polizia locale per alzare la soglia della sicurezza dei loro negozi e ridurre il rischio di scontri diretti con i malviventi che, talvolta, possono avere conseguenze molto gravi. È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa siglato oggi tra Regione Lombardia e la Federazione Italiana Tabaccai (FIT), presenti l’Assessore alla Polizia locale Stefano Maullu e i Delegati Territoriali per la Regione Lombardia, Emanuele Marinoni, Delegato Territoriale di Milano 1, Hermann Luscher, Delegato Territoriale di Milano 2, Alessandro Rossini, Delegato Territoriale di Brescia, muniti di delega conferita dal Presidente Nazionale e legale rappresentante, Giovanni Risso. L'intesa, che avrà una durata biennale, prevede un sistematico interscambio di informazioni tra la rete degli 8mila tabaccai lombardi (2mila nella Provincia di Milano di cui 80% iscritti alla FIT) e l’Assessorato regionale della Polizia locale su tutti gli episodi delinquenziali, i furti, le rapine e le forme di estorsione e usura che prendono di mira queste attività commerciali. E’ prevista la partecipazione di personale in forza alla Polizia locale, in qualità di docente sulle materie di competenza, ad appositi corsi in materia di prevenzione e sicurezza organizzati dalla Federazione Italiana Tabaccai per i rivenditori di generi di monopolio. Sarà cura delle parti valutare la possibilità di azioni e progetti condivisi sul tema della sicurezza e sui comportamenti da adottare per la prevenzione e repressione dei fenomeni criminali, con attenzione particolare alle categorie sociali più deboli, tra cui gli anziani. «Il monitoraggio che abbiamo avviato negli ultimi tempi – ha spiegato Maullu - ha già portato buoni risultati, con una riduzione del 7% delle rapine alle ricevitorie e un netto incremento delle attività di prevenzione e contrasto». L'anno scorso i furti e le rapine registrati sono stati 118, contro i 117 del 2007, con una frequenza maggiore nei mesi di gennaio e dicembre, quando in occasione di pagamenti come il bollo auto nelle tabaccheria circola più contante. Tra le regioni italiane più bersagliate, la Lombardia risulta al terzo posto dopo la Sicilia e la Campania. Il protocollo viene incontro alla legittima richiesta della categoria lombarda dei tabaccai di maggiore sicurezza e controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine e della Polizia locale. Nell’ottica di una sicurezza partecipata, l’accordo coi tabaccai anticipa analoghe iniziative da estendere ad altre categorie come i farmacisti, anch’essi frequenti vittime di rapine. E il controllo del vicinato, potrà trarre grande vantaggio da una rete diffusa di punti di informazione e sorveglianza fornita dalle categorie commerciali della nostra Regione». L'intesa punta molto sulla formazione alla sicurezza e alla prevenzione: dalla diffusione dei sistemi di videosorveglianza a tutti gli accorgimenti che gli esercenti possono adottare per prevenire, se possibile, gli assalti. Personale del Dipartimento terrà nei prossimi mesi corsi per formatori della Federazione italiana tabacchi. Per il Presidente nazionale della FIT, Giovanni Risso si tratta di «un ulteriore passo importante verso una maggiore sicurezza delle tabaccherie che punta soprattutto al contrasto del fenomeno dei furti e delle rapine avviando nuove forme di collaborazione. Con questa intesa si vuole rispondere alla crescente domanda di sicurezza nel settore e, quindi, individuare delle idonee misure di prevenzione e difesa attraverso lo scambio di dati di analisi e la formazione della categoria». Per Emanuele Marinoni, delegato territoriale di Milano, «è importante per i tabaccai essere preparati e sapere come affrontare certe situazioni. Oggi assistiamo ad un trend in controtendenza con una, sia pur minima, diminuzione delle rapine e dei furti rispetto all’anno precedente, ma le tabaccherie della Regione Lombardia restano comunque le più colpite». Stefano Maullu ha infine ricordato i 90 milioni di euro stanziati dal 2000 ad oggi, 8.5milioni nel bilancio di previsione 2010/2012, per la sicurezza urbana per finanziare, tramite le amministrazioni comunali, armi ed equipaggiamenti gli agenti di Polizia locale, l'installazione di sistemi di videosorveglianza, Patti di quartiere e operazioni SMART di presidio del territorio in collaborazione con le Forze dell’Ordine.

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Tue, 9 Feb 2010 08:53:35 UTC
<![CDATA[ Elezioni regionali in Lombardia, Stefano Maullu (PdL): “Questa sera inizia la mia avventura”. ]]> Mon, 1 Feb 2010 14:15:55 UTC <![CDATA[ IMMIGRAZIONE, STEFANO MAULLU (PDL): “SU PAROLE DEL PREMIER IL CENTROSINISTRA SI DIMENTICA DI PENATI.” ]]> “Strano ma vero, il centrosinistra che accusa il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si dimentica delle affermazioni del loro candidato alle elezioni regionali della Lombardia Filippo Penati che, nel luglio 2008, parlava di un 60% circa di reati predatori quali furti, scippi, borseggi commessi da immigrati irregolari. Un’esplicita connessione tra immigrazione irregolare e criminalità che se portata avanti dal centrodestra genera paradossalmente scompensi e paranoie tra i compagni di partito e alleati di Penati.” Così Stefano Maullu, responsabile elettorale del Pdl Lombardia e assessore regionale commenta le reazioni di alcuni esponenti del Pd e dell’Italia dei Valori a quanto dichiarato questa mattina da Silvio Berlusconi. “Filippo Penati, allora presidente della provincia di Milano, aveva chiuso la “Festa d’Estate” del Pd di Busto Arsizio con un incontro dedicato alla questione della sicurezza, il 27 luglio 2008. Ma senza scomodare oltre Filippo Penati, è sufficiente dare uno sguardo ai dati della Prefettura di Milano, dove risulta evidente come una gran parte dei reati commessi sia riconducibile a cittadini extracomunitari o di cittadinanza ignota. Nell’anno 2009, quasi il 54% dei soggetti arrestati in provincia di Milano appartiene alla categoria dei soggetti extracomunitari o di cittadinanza non identificata, quota che raggiunge addirittura il 61% nel caso del capoluogo lombardo. Il Rapporto del Ministero degli Interni sulla criminalità in Italia, delinea una situazione nazionale abbastanza simile a quella rilevata nel contesto lombardo. Gli stranieri costituiscono oltre il 50 % dei denunciati per rapine e furti in abitazione, il 45% dei denunciati per rapina in pubblica via, il 39% per quanto riguarda i denunciati per violenza sessuale ed il 36% dei denunciati per omicidi consumati. E’ importante sottolineare che la netta maggioranza di questi reati viene commessa da stranieri irregolari, mentre quelli regolari hanno una delittuosità non molto dissimile dalla popolazione italiana. Il coinvolgimento degli immigrati in attività criminose riguarda quindi la condizione di irregolarità; secondo il Dossier Statistico 2009, di Caritas e Fondazione Migrantes tra il 70% e l'80% degli stranieri denunciati, infatti, sono irregolari. Le parole del Presidente Berlusconi, di conseguenza, aderiscono alla realtà. Scomodare il razzismo o l’intolleranza è fuori luogo. E magari bisognerebbe avere più memoria in casa propria.”

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Thu, 28 Jan 2010 18:06:51 UTC
<![CDATA[ Importante ruolo della Polizia locale lombarda per garantire la sicurezza dei cittadini ]]> “Il 2009 ha segnato una svolta significativa nell’attività che vede protagonista la Polizia locale dei Comuni della Lombardia. Un ruolo imprescindibile nell’azione di tutela della sicurezza dei cittadini della nostra Regione.” Così Stefano Maullu, Assessore lombardo alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale al termine della giunta di Regione lombardia questa mattina. Giunta che ha segnato il varo della proposta di legge regionale per la riforma della normativa sulla Polizia locale. L’occasione ha permesso a Stefano Maullu di fare il bilancio delle attività dei 9417 agenti schierati in Lombardia. Complessivamente sono 726 gli arresti prodotti nel corso del 2009 dalla Polizia locale nei capoluoghi della Lombardia: 294 a Milano, 319 a Brescia, 70 a Bergamo,20 a Monza, 7 a Como, 11 a Varese, 3 a Cremona e 2 a Mantova. Sul fronte immigrazione è da registrare l’attività di polizia giudiziaria della Polizia locale di Milano e Brescia. Nel capoluogo lombardo dei 294 arresti effettuati 252 riguardano cittadini stranieri mentre a Brescia dei 319 arresti effettuati ben 302 riguardano cittadini stranieri. Di rilievo anche l’attività degli agenti di Bergamo, Milano e Mantova nell’affrontare l’emergenza nomadi. A Bergamo si sono registrati 443 interventi per presenza di nomadi, a Mantova 72 mentre a Milano sono stati sgomberati 75 insediamenti non autorizzati. In qualità di Polizia amministrativa gli agenti della Polizia locale hanno effettuato nei capoluoghi lombardi oltre 7656 controlli presso attività commerciali ed esercizi pubblici: 2580 a Bergamo, 2558 a Brescia, 1609 a Cremona, 388 a Pavia, 327 a Como e 117 a Lodi. I controlli amministrativi hanno portato ad oltre 1346 sanzioni: 245 a Brescia, 243 a Mantova, 234 a Bergamo, 218 a Como, 199 a Lodi, 158 a Lecco e 49 a Cremona. Sul fronte dei controlli edilizi la Polizia locale è stata impegnata in più di 2681 controlli: 2083 a Brescia, 354 a Milano, 209 a Como, 16 a Varese, 15 a Lodi e 4 a Lecco. L’attività di polizia stradale ha avuto come risultato un graduale calo dell’incidentalità. Nel 2009 Il maggior numero di incidenti è avvenuto nelle strade urbane, anche se le più pericolose rimangono quelle extraurbane (provinciali e stradali) e autostrade, sulle quali, peraltro, sempre nello stesso anno, si è registrato un decremento di decessi del 15%. Le strade più pericolose sono risultate essere la 470 della Val Brembana e la 525 del Brembo, la 35 dei Giovi, la Paullese, la Vigevanese, la Padana superiore, la Bustese e la Varesina. Nel 2009 in Lombardia sono stati rilevati 6.803 (-20% rispetto all'anno scorso) sulla viabilita' ordinaria, 4.237 in autostrada (-16,47% rispetto al 2008), con un calo complessivo in linea con la riduzione rilevata a livello nazionale. La Polizia locale lombarda, nel corso dell'anno, ha redatto circa 439 mila verbali, soprattutto per eccesso di velocità, con 3600 patenti ritirate e mentre i punti decurtati sono stati 370.074. Dai 117 morti per incidente stradale ogni milione di abitanti del 2000, si è passati ai 78 morti, sempre per milione di abitanti, del 2009. “Con il decremento del 28% della mortalità su strada la Lombardia – ha proseguito Maullu - sta dunque pienamente rispettando la direttiva dell'Unione europea che prevede di dimezzarli entro il 2010. Le province di Como e Varese addirittura hanno già raggiunto l'obiettivo. Tutto ciò è stato possibile grazie anche a un lavoro complesso che ha coinvolto Enti pubblici e privati, Forze di Polizia, Polizia locale e altri soggetti. Il peso rilevante è stato esercitato dalle operazioni SMART (Servizio Monitoraggio Aree a Rischio del Territorio) condotte congiuntamente dai comandi della Polizia locale insieme alle altre Forze dell’Ordine (Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanzia) e coordinati dalle Prefetture.” “La proposta di legge sulla Polizia locale – ha concluso Maullu – permetterà di incrementare l’efficienza e l’efficacia delle azioni dei nostri agenti garantendo maggiore sicurezza e prevenzione. Gli standard lombardi sono già superiori a quelli delle altre regioni italiane. Ciò che ci ripromettiamo è di migliorare le nostre performance e in grado d'intervenire sui numerosi problemi del territorio e aperta alla collaborazione con altre istituzioni. Un sistema di polizia locale centrato sulla prevenzione degli eventi, sull'attenzione alle vittime e ai bisogni del cittadino.”

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Thu, 28 Jan 2010 18:05:41 UTC
<![CDATA[ VIA PADRE LUIGI MONTI, FUORI I CRIMINALI DAL QUARTIERE ]]> La questione è molto semplice. Chi delinque, chi è affiliato a clan criminali, chi è socialmente pericoloso non può restare nel quartiere. La presenza di soggetti legati alla famiglia Pesco-Cardinale, indicati come autori del racket degli alloggi abusivi e di altri gravi reati, genera un clima di intimidazione che non può essere tollerato. Non sono i collaboratori di giustizia che devono temere per la loro incolumità o trasferirsi in altri abitazioni, piuttosto è improrogabile l’allontanamento di chi negli anni ha prodotto e alimentato il crimine e l’illegalità. Chi deve aver paura sono questi ultimi. Paura dello Stato e paura della giustizia. Ancora oggi una cozzaglia di malavitosi si è riunita per insultare e minacciare una cittadina onesta, rea di aver denunciato il racket dell’abusivismo. Il tempo dei guanti di velluto è finito. E’ ora di usare il pugno di ferro. Si rende opportuno rivedere il sistema degli arresti domiciliari senza riguardi né ridicoli legalismi. E’ impensabile riconsegnare ai quartieri coloro che li hanno resi teatro di illegalità e violenza anche se si tratta di donne in stato di gravidanza. L’opera delle Forze dell’Ordine è encomiabile, ma occorre ripulire a fondo il quartiere. E assegnare velocemente le abitazioni, liberate dagli abusivi, a chi ne ha diritto. La velocità e l’intransigenza contro i malavitosi sono le carte vincenti per risolvere in tempi rapidi i problemi di questa sfortunata parte della città.

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Tue, 26 Jan 2010 18:21:44 UTC
<![CDATA[ FRANA IN VALTELLINA, VIDEO DEL SOPRALLUOGO ]]> Ho preso parte ad un’ispezione questa mattina nell’area di Varenna interessata dalla frana del 25 gennaio nell’area tra fra Abbadia Lariana e Bellano, sul versante della Grigna settentrionale che guarda al lago. Abbiamo stabilito con l’Assessore alla protezione civile della Provincia di Lecco, con l’ANAS, con il Sindaco di Varenna, la Questura di Lecco e la Polizia stradale che alla fine delle operazioni di rimozione dei massi ancora instabili sul versante del monte Foppa, presumibilmente giovedi' 28, gli abitanti della frazione Pino del Comune di Varenna rientreranno nelle loro case. La protezione civile lombarda attiverà col Comune un pronto intervento di somma urgenza da ca. 100.000 euro da realizzarsi attraverso reti elastoplastiche poste appena a valle delle pareti ove si e' generato il distacco per la protezione di tutto il versante ottenendo protezione sia per le case sia per la strada. Il pronto intervento ha la duplice funzione di aumentare la sicurezza della strada statale intervenendo molto a monte della stessa e ovviamente, bloccando la cadute fin dalla loro origine, l'abitato di pino per un area molto ampia. In questo modo si è potuto venire incontro ance ad ANAS con gli strumenti operativi di pronto intervento dedicati gli enti locali. Da giovedì inizieranno i lavori di posizionamento di geoblocchi fra la carreggiata nord e la sud unitamente al ripristino delle reti in capo ai muri di controripa per poter riaprire la carreggiata sud. La carreggiata presumibilmente verrà aperta fra domenica e lunedì 1 febbraio. Le operazioni continueranno col ripristino dei due ordini di reti con superiori capacità di assorbimento.

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Tue, 26 Jan 2010 13:54:03 UTC
<![CDATA[ AREE DISMESSE, UN MURO PER CHIUDERE L’EX SCALO FERROVIARIO DI PORTA ROMANA ]]> Sat, 23 Jan 2010 15:09:46 UTC <![CDATA[ CHIARAVALLE, CHE SIA FINALMENTE L’ULTIMO SGOMBERO ]]> Lo sgombero di questa mattina effettuato dalla Polizia municipale in collaborazione con la Polizia locale di San Donato Milanese, rappresenta un altro colpo inferto all’abusivismo dei nomadi. Certo è che non si tratta del primo sgombero dell’area che si trova intorno all'abbazia. Se molti di loro avevano già lasciato l'accampamento sapendo dell'intenzione del Comune di Milano, sono certo che ora si procederà più speditamente alla riqualificazione dell’are per evitare che i nomadi si ripresentino a breve come, purtroppo, si è verificato in troppe occasioni dal 2007 ad oggi. Un plauso a prefetto e questore che ci stanno aiutando concretamente a ripristinare la legalità sui nostri territori. I nomadi presenti a Milano sono ancora troppi. E non possono essere ospitati se non dimostrano di avere un lavoro, di non rubare, di mandare i bambini a scuola invece che a prostituirsi. A loro spetta l'onere della prova, se vogliono restare sui territori del milanese. Diversamente devono essere cacciati, per motivi di sicurezza. Da tempo diciamo che i campi nomadi devono rispettare la tradizione di campi-sosta, a pagamento e con servizi del modello campeggio. Qualcuno può accogliere questo sgombero come una propria vittoria. Credo che, invece, rappresenti una parziale vittoria di tutti coloro che credono nella legalità e nella sicurezza. Parziale perché bisogna lavorare nel tempo per creare le condizioni in cui accoglienza e sicurezza viaggino insieme, per ridare serenità e certezze ai 1500 cittadini residenti che hanno lamentato aggressioni, furti e molestie in tutti questi anni. Credo opportuno che il primo pensiero debba andare ai cittadini e non ad autocelebrazioni di dichiarata matrice elettorale.

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Thu, 21 Jan 2010 17:42:23 UTC
<![CDATA[ BALLOTTAGGI, RIDIMENSIONARLI PER RAFFORZARE IL BIPOLARISMO ]]> Ci sono i risultati dei ballottaggi, con un’affluenza elettorale bassissima. Il candidato vincente prende quasi sempre meno voti rispetto al primo turno e quindi non viene eletto con una maggiore legittimazione democratica. E poi in altre competizioni il doppio turno non c’è. Penso ai comuni con popolazione inferiore ai quindici mila abitanti e alle regioni. Quando fu inserito il sistema a doppio turno si pensava che al primo avrebbero corso quasi tutti da soli e che le alleanze si sarebbero formate solo al secondo turno. Ma non è stato così, quasi sempre le alleanze si sono formate fin dall’inizio, presentarsi divisi al primo turno non paga. Le coalizioni provano a vincere al primo turno, superando quota 50%, una soglia però decisamente alta. Secondo qualcuno i ballottaggi darebbero maggiore garanzia di stabilità ma è una verità destituita di ogni fondamento, perché la maggiore stabilità ce l’hanno le Regioni dove si vota con un turno unico. Se al primo turno un candidato sindaco o presidente di Provincia ha almeno il 40 per cento dei consensi e il suo sfidante principale è sotto di cinque punti, potrebbe essere considerato eletto senza passare dal secondo turno. E tutte questo perché è incredibile che si eleggano i sindaci con un numero di partecipanti al voto, al ballottaggio, molto inferiore al primo turno. Eliminare i ballottaggi o ridimensionarne l’impiego significa semplificare, a livello amministrativo, il quadro politico. Già oggi questo accade nei comuni con popolazione inferiore ai quindicimila abitanti, con il paradosso che un candidato sindaco di centrosinistra o di centrodestra in una cittadina di quattordici mila abitanti è sostenuto da una sola lista che raccoglie più forze politiche, e in un altro di mille o duemila abitanti in più il candidato ha una coalizione fatta di 4, 5 o 10 liste in concorrenza tra loro. Naturalmente la frammentazione politica, oltre a danneggiare il buongoverno locale è illogica. Rivedere i ballottaggi significa invece rinforzare quindi il nostro sistema democratico, in modo che se un candidato prende il 38% dei voti ma arriva primo la sua coalizione godrà di una minoranza qualificata per governare 5 anni sul restante 62% degli elettori che non lo hanno scelto.

 

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Fri, 15 Jan 2010 17:01:30 UTC
<![CDATA[ SKYTG24 - INVERVISTA SU HAITI ]]> L'assessore alla Protezione Civile, Polizia Locale e Prevenzione, Stefano Maullu, disponibile a partire con le prime squadre di soccorso per portare aiuto, ha poi spiegato che "sono gia' state allertate squadre specializzate per gli interventi di prima necessita' che riguarderanno in particolar modo l'attivazione di strutture sanitarie di primo soccorso, la potabilizzazione delle risorse idriche e la riparazione delle infrastrutture danneggiate". Regione Lombardia si sta inoltre attivando per la raccolta ed invio di medicinali, sia direttamente che in raccordo con le altre Regioni e con il Ministero degli Esteri. Inoltre, sono stati messi a disposizione due posti medici avanzati di primo livello e uno di secondo livello per fornire una prima assistenza sanitaria alla popolazione, oltre alle altre strutture ospedaliere da campo.

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Wed, 13 Jan 2010 19:22:57 UTC
<![CDATA[ Sopralluogo alla baraccopoli di Porta Romana, Milano ]]> EX SCALO DI PORTA ROMANA, STEFANO MAULLU (PDL): “SITUAZIONE IMBARAZZANTE E POTENZIALMENTE PERICOLOSA.”

“Dietro al cancello spalancato su piazzale Lodi si cela un’area di degrado e desolazione. Tende e rifugi improvvisati, ex-uffici delle Ferrovie dello Stato trasformati in dormitori, immigrati irregolari e non, rifugiati politici, una bidonville oscurata alla vista dei cittadini ma potenzialmente pericolosa.” Non nasconde lo sconcerto Stefano Maullu, dirigente Pdl e assessore regionale, nel suo sopralluogo questa mattina nell’ex scalo ferroviario di Porta Romana dopo l'articolo apparso oggi sulle pagine milanesi de Il Giorno. Un'area trasformata da un centinaio di disperati, per lo più immigrati, in un accampamento. “La situazione è a dir poco imbarazzante per le condizioni igienico-sanitarie e di degrado in cui versano gli occupanti di quattro depositi ed ex uffici delle Ferrovie dello Stato. Un imbarazzo che cresce a dismisura se si pensa che per accedere al perimetro è sufficiente varcare il cancello aperto su viale Isonzo a pochi passi dall’ingresso della fermata Lodi della linea metropolitana 3. Basterebbe un nonnulla per strattonare una donna e portarla dietro quei muri con le peggiori intenzioni. Una situazione foriera di illegalità e insicurezza.” Il video del sopralluogo è visibile sul sito www.maullu.it dove vi è descritto ampiamente le condizioni degli occupanti e il degrado dell’area. "L'ex scalo di Porta Romana, secondo qualcuno, è stato scenario nel 2008 di una tra le più importanti operazioni di accoglienza e legalità dell’Amministrazione comunale - ha proseguito Maullu – ma ad oggi il panorama che si presenta è ancora grave e rasenta il paradosso. Nell’estate del 2008 era stata annunciata la messa in sicurezza di tutta l’area, per evitare che si creassero nuovi insediamenti. Evidentemente non è stato così.” “Sarebbe bastato murare l’ingresso – ha concluso Maullu - e abbattere tutte le costruzioni presenti nel sito oltre ad una costante vigilanza. I residenti hanno ragione a lamentarsi e a temere una degenerazione dello stato dell’arte. Lo scalo ferroviario è una «zona franca» o, comunque, pericolosa. Soprattutto in contemporanea con l' aumento degli immigrati, dalle 20 in poi, molti dei quali usano la stazione come luogo di ritrovo e base logistica. Ovviamente gli immigrati, qualunque sia il loro status, non hanno diritto alcuno ad occupare questi spazi. In una logica di accoglienza deve prevalere il binomio diritti-doveri. La sicurezza e la legalità, accanto alla prevenzione delle condizioni di marginalità, non possono lasciare il passo al buonismo scriteriato o all'indifferenza. Mi attendo una rapida e definitiva soluzione per questa area dismessa.”

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Wed, 13 Jan 2010 15:33:53 UTC
<![CDATA[ Intervista sul TG5 ]]> Intervista sulla missione in Afghanistan a favore delle bimbe locali andata in onda nell'edizione delle ore 13 di domenica 10 gennaio

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Tue, 12 Jan 2010 15:35:52 UTC
<![CDATA[ PEDAGGIO TANGENZIALI, VALUTARE BENEFICI E NON POLEMIZZARE ]]> L’idea di estendere il pedaggio a tutti i 100 chilometri delle tangenziali milanesi non appare affatto un’idea peregrina, anzi procede nella direzione di innescare una riflessione sulle possibili scelte di mobilità che possono essere introdotte nel prossimo futuro nell’area metropolitana. E’ necessario poi ricordare ai polemisti di professione che la direttiva europea 2008/50 relativa alla qualità dell'aria consente una deroga al raggiungimento degli obiettivi fino a giugno 2011 solo a fronte di piani generali e di azioni, e nell'ambito delle nuove norme vengono espressamente previste misure sempre più incisive di tariffazione della circolazione urbana. È lampante quindi la necessità di intervenire sul numero di auto che ogni giorno si spostano e sostano all’ interno delle nostre città creando inquinamento atmosferico ma anche traffico, congestione e peggioramento della vita di chi vive nelle aree urbane. La mobilità sostenibile rappresenta l’ unica soluzione attuabile per ricominciare a muoversi, restituire qualità all’ ambiente urbano e far tornare le nostre strade spazi pubblici da vivere e non solo piste o parcheggi per le auto. Il road pricing è una strategia che, oltre a ridurre il traffico degli automezzi, permette alle Amministrazioni di recuperare risorse economiche che vanno obbligatoriamente investite a favore del trasporto pubblico.

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Sat, 9 Jan 2010 09:24:38 UTC
<![CDATA[ TETTAMANZI, ACCOGLIENZA E RIGORE UNICA RICETTA PER L’IMMIGRAZIONE ]]> Lo straniero ha diritto all’ospitalità, ma solo accanto al suo dovere di rispettare l’ordinamento civile di chi lo ospita. Tale impostazione è la sola che salva da tentazioni o derive razziste. Se si sposano false e ideologiche concezioni della solidarietà si rischia di scivolare nel lassismo che, fatalmente, compromette il rigore della legalità. Il rigore e la legalità sono l’unico vero argine contro il razzismo e gli integralismi. Perché solo in questa cornice l’immigrato è responsabilizzato a partecipare alla vita della comunità che lo ospita. Con buona pace di certi partiti politici, occorre affermare che l’accoglienza degli immigrati è un preciso obbligo di un popolo, a patto che vi siano reali possibilità di accoglienza. L’Europa esprime una civiltà dalle profonde e salde radici cristiane che rappresentano l’essenza stessa dello spirito democratico europeo. Chiudersi agli stranieri o affermare un’inaccettabile neutralità culturale, rischia di determinare scenari di guerra tra civiltà proprio nella terra che aspira ad ospitare la pace. Semmai è importante investire sui giovani, sulle seconde generazioni di immigrati che in questo Paese possono svolgere un ruolo importante. In questo accolgo con favore le parole del nostro Arcivescovo là dove parla di speranza del nostro futuro. Una politica cieca e senza distinzioni incapace di distinguere tra legalità e illegalità, che non si ponga come obiettivo l’integrazione attraverso il riconoscimento di regole, principi e valori comuni, non potrà mai dare risposte adeguate alle esigenze di una regione in profonda trasformazione come quella lombarda. Un territorio che i valori di solidarietà e fratellanza, spesso evocati da Tettamanzi, li ha ben radicati nella sua coscienza collettiva e che non si lascia ingannare da messaggi che alimentano la paura.

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Thu, 7 Jan 2010 16:36:20 UTC
<![CDATA[ CENTRO DI VIALE JENNER, 20 ANNI DI ABUSI E NON LI DIMOSTRA ]]> Il comitato dei residenti di viale Jenner sollecita giustamente la soluzione di un problema che è ormai ventennale, caratterizzato da abusi, illeciti, indagini e arresti per terrorismo. Urge una soluzione che sposti questo centro islamico là dove arrechi il minor disturbo possibile alla città. Le lettere minatorie possono essere l’azione di qualche mitomane o sconsiderato, ma ovviamente realtà lasciate al loro destino senza freni o limitazioni, generano automaticamente reazioni potenzialmente pericolose. Non bisogna sottovalutare questi episodi come, di certo, neppure enfatizzarli. Ma le domande e le perplessità dei cittadini crescono se non si riescono a dare risposte chiare e univoche al problema che questo centro islamico rappresenta. Confido che il nuovo anno possa portare ad una soluzione che soddisfi il desiderio di sicurezza e legalità dei milanesi che vivono nei dintorni della moschea abusiva più famosa d’Italia. Quello che tutti possono vedere è che il ventennale di questa esperienza non ha minimamente scalfito la protervia dei suoi abituali frequentatori, ancora orgogliosi di aver trasformato un garage in un centro polifunzionale, rigorosamente estraneo al tessuto sociale del quartiere e alle più banali norme di convivenza civile. Beh questi vent’anni non li dimostra proprio.

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Wed, 6 Jan 2010 10:50:13 UTC
<![CDATA[ Contraffazione, a Milano resta alta la circolazione dei falsi ]]> Accolgo con estremo favore la decisione del Procuratore della Repubblica Manlio Minale e del Procuratore Aggiunto Nicola Cerrato per la decisione di ricostituire il pool anticontraffazione a Milano. L'obiettivo resta sempre quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di contrastare un fenomeno che, solo negli ultimi dieci anni, è aumentato del 1.600%. E lo si deve fare intervenendo in modo deciso nel contrastare i produttori del falso a tutela dei produttori e dei consumatori. La contraffazione sta dilagando in quasi tutti i settori della produzione e del consumo: la moda, l'abbigliamento e la pelletteria ne pagano le conseguenze sicuramente peggiori, ma numeri notevoli e comunque in crescita, si registrano anche nell'orologeria, nella produzione di scarpe, nella profumeria, nell'occhialeria e nell'elettronica di consumo (software compresi). Non sono immuni neanche i settori delle sigarette, dell'attrezzatura sportiva, dei mobili, dei giocattoli e addirittura dei pezzi di ricambio per auto e aerei. In Europa, tra i principali produttori di falsi spiccano l'Italia, la Spagna, la Turchia e i Paesi dell'ex blocco sovietico. Il nostro Paese si distingue per la diffusione del fenomeno del lavoro irregolare (12% del totale occupati), evasione fiscale (17% del PIL), e dimensione dell'industria del falso (con un volume d'affari quantificato tra 4 a 7 mld di euro). Milano e il suo hinterland risultano tra le aree maggiormente interessate alla produzione di merci contraffatte insieme a Napoli e la provincia di Prato, dove prevale la presenza di cinesi. In Lombardia sono presenti solo "focolai" di mercato del falso perché il fenomeno è in rapido decremento soprattutto per quanto riguarda l'hinterland milanese. Rimangono punti di produzione nel Bresciano e nel Bergamasco, mentre a Milano purtroppo rimane alta la circolazione dei falsi. Solo il mese scorso quasi un milione di articoli tra giocattoli e prodotti elettronici sono stati sequestrati tra le province di Lodi e di Monza, mentre diciassette milioni di capi d’abbigliamento contraffatti sono stati sequestrati in un enorme capannone a Corbetta, nel milanese. Guanti, vestiti, scarpe, sciarpe, tutto destinato ai mercati lombardi e che è stato devoluto alla Croce Rossa. In Lombardia, secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio di Milano, la contraffazione e il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza dei prodotti e sulla tutela del Made in Italy, costerebbero alle nostre imprese 3,4 miliardi di euro all'anno, ovvero circa 4.200 euro per ogni singola impresa. Bisogna poi tenere conto che i prodotti contraffatti sono fabbricati nella maggior parte dei casi nel più completo disprezzo delle norme a tutela della salute e sicurezza, mettendo in questo modo in pericolo il consumatore. Anche il lavoratore stesso è danneggiato da questo processo distorto in quanto, se inserito nelle imprese del falso, subisce una condizione lavorativa priva di quei diritti e tutele previsti dalla legge.

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Tue, 5 Jan 2010 15:45:20 UTC
<![CDATA[ Nuovi bandi da Regione Lombardia ]]> Sostegno affitti: contributo una tantum di 1.500 euro ai senza lavoro

- Le persone che hanno perso il lavoro o sono state messe in mobilità dall'1 gennaio 2009, che hanno un regolare contratto di affitto e un reddito Isee fino a 25.000 euro, potranno avere da Regione Lombardia un contributo una tantum a fondo perduto di 1.500 euro. Anche con questo provvedimento Regione Lombardia continua a tener fede al suo impegno di offrire particolare sostegno alle famiglie colpite dalla crisi economica. Con questo bando, per ottenere un contributo straordinario, non sarà basato su una graduatoria, ma è invece a sportello. Ciò significa che le domande potranno essere presentate fino ad esaurimento delle risorse disponibili e liquidate sulla base dell'ordine cronologico di presentazione. A disposizione ci sono 8 milioni di euro che vanno dunque ad aggiungersi ai 5 già riservati a questa iniziativa con il provvedimento di agosto della Giunta Regionale. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente presso le Sedi territoriali regionali a partire dal 7 gennaio 2010.

Intervento finanziario a sostegno della micro, piccola e media impresa

- Con delibera 10602 la Giunta regionale ha deliberato di approvare la concessione di finanziamenti per un importo complessivo di 24 milioni di euro allo scopo di favorire lo sviluppo e l'accesso al credito delle Micro, Piccole e Medie Imprese lombarde. La scdenza è fissata per il 30 giugno 2010.

Aperto il terzo bando per i distretti commerciali diffusi di rilevanza intercomunale

- E' stato pubblicato in questi giorni il Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia riguadante il 3° Bando "Distretti Diffusi di Rilevanza Intercomunale" per l'accesso ai contributi regionali per l'innovazione d'imprese commerciali attraverso lo sviluppo dei Distretti di Commercio. Al presente Bando posso parteciparvi i Comuni con più di 15 mila abitanti in forma singola, oppure, i Comuni, con meno di 15 mila abitanti in forma aggregata, a patto, che l'aggregazione riguardi almeno tre Comuni.  Le domande potranno essere presentate e inviate esclusivamente on line, dal 9 dicembre al 30 gennaio 2010 fino alle ore 16.

Sanità, 700 euro per apparecchi per i denti dei ragazzi

Due nuove iniziative di Regione Lombardia per favorire le famiglie a basso reddito e facilitare l'accesso ai servizi sanitari: a partire dal mese di gennaio, saranno messi a disposizione fondi per sostenere economicamente le famiglie con figli di età compresa tra 10 e 16 anni bisognosi di cure preventive di tipo ortodontico, contribuendo a coprire con 700 euro i costi degli apparecchi fissi e mobili; in più, verranno finanziati con 45 milioni di euro progetti delle Asl per incrementare l'offerta di prestazioni e ridurre ulteriormente i tempi d'attesa. Mettiamo a disposizione delle famiglie un contributo di 700 euro che va a coprire dal 40% al 50% delle spese per gli apparecchi dentali dei ragazzi. Queste prestazioni non fanno parte dei Livelli Essenziali di Assistenza e sono interamente a carico di Regione Lombardia, che è la prima in assoluto a garantire contributi per queste cure. Siamo in grado di stanziare nuovi fondi grazie alla buona e corretta amministrazione del nostro bilancio. Non solo i nostri conti sono in pareggio per il settimo anno di fila ma miglioriamo costantemente il rendimento delle nostre strutture, stanziando risorse aggiuntive e garantendo ai cittadini servizi in più. Per il miglioramento ulteriore dei tempi d'attesa, che sono comunque i migliori in Italia, ci sarà un nuovo stanziamento di 45 milioni di euro per finanziare progetti innovativi delle Asl, che riceveranno i fondi solo al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ad esempio nell'Asl di Varese, oggi l'attesa per una Tac è di 40 giorni e per una risonanza magnetica di 50: se ad esempio verrà raggiunto il limite dei 20 giorni, l'Asl riceverà i fondi regionali.

APPARECCHI ORTODONTICI - Per accedere a questi contributi gli adolescenti beneficiari dovranno:  - essere assistiti del Servizio Sanitario Regionale lombardo ed essere residenti da almeno 3 anni in Lombardia; - avere un indice di necessità di trattamento ortodontico (IONT) di grado 4 o 5 (difetto di allineamento tra i denti superiori e quelli inferiori con masticazione scorretta e conseguenti implicazioni negative sulla articolazione della mandibola e più complessivamente sulla postura); - far parte di una famiglia in classe ISEE < 18.000 (ad esempio, famiglie di 4 persone con reddito lordo di 50.000 euro e casa di proprietà); - usufruire del servizio presso una delle 263 strutture pubbliche e private che in regione sono accreditate ed a contratto per la branca specialistica in odontoiatria; - produrre secondo le modalità di legge la giustificazione dei costi sostenuti.

Secondo una stima, si tratterà di circa 60.000 ragazzi che potrebbero beneficiare dei fondi. Per un trattamento di tipo completo di 3 anni, di cui 2 con apparecchio fisso e 1 con apparecchio mobile, il contributo della Regione è di 700 euro (su un costo che mediamente si aggira tra i 1400-1800 euro).

La decisione di Regione Lombardia di garantire questi contributi allarga il numero delle prestazioni odontoiatriche erogate a carico del Servizio Sanitario Regionale. Attualmente infatti, in attuazione della normativa nazionale sui LEA, la Regione (dal 2006) ha stabilito che l'accesso alle cure odontoiatriche a carico del SSR possa aver luogo per queste categorie:

- minori di età inferiore ai 15 anni: tutte le prestazioni comprese nel nomenclatore tariffario a esclusione del materiale protesico e degli apparecchi ortodontici il cui costo è a carico delle famiglie; - alcune categorie di cittadini esenti per patologie quali, ad esempio, scompenso cardiaco grave, insufficienza renale cronica, disturbi della coagulazione del sangue e patologia oncologica; - persone che fanno parte di categorie disagiate dal punto di vista socio economico come i disoccupati iscritti agli elenchi anagrafici dei centri per l'impiego, gli invalidi civili al 100%, i lavoratori in mobilità o in cassa d'integrazione straordinaria ed i trapiantati con reddito non superiore a 46.000 euro.

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Wed, 30 Dec 2009 14:44:12 UTC
<![CDATA[ Calono i reati a Milano ma non dobbiamo abbassare la guardia, maggiore attenzione al mondo dell’immigrazione dove i reati non sono sempre denunciati ]]> C'è stato un calo generalizzato di reati nel 2009 sul 2008 che si attesta intorno al 18% su Milano e provincia e che segue al calo significativo del 2008 sul 2007: qualcuno ipotizzava che la riduzione dei reati nel 2008 fosse dovuta al venire meno degli effetti negativi dell'indulto, in realtà il 2009 conferma che un calo generalizzato c'è ed è legato non solo all'azione di repressione delle forze dell'ordine ma anche a quella di prevenzione con gli strumenti messi a disposizione dal pacchetto sicurezza. Non posso che rallegrarmi per l’importante apporto delle Forze dell’Ordine nella lotta alla criminalità nel nostro territorio. Riguardo alle statistiche bisogna sempre fare attenzione, dato che i numeri, malgrado tutto, possono anche suggerirci ragionamenti sbagliati: per esempio, non tutti i reati vengono denunciati, quindi non tutti rientrano nelle statistiche. Quindi Bisogna rafforzare il sistema di prevenzione e in questo la collaborazione dei cittadini risulta fondamentale. Penso ad esempio ai reati che vedono protagonisti gli anziani che talvolta si vergognano a denunciarli per l’umiliazione di dover ammettere di essere vecchi e indifesi. Ma anche gli immigrati e quel sottobosco spesso impenetrabile di illegalità e sfruttamento che germina nella nostra città, in assenza di denunce per paura o per rassegnazione. Ecco è lì che secondo me bisogna iniziare a esercitare forti pressioni per sgominare quelle organizzazioni criminali che gestiscono i permessi di soggiorno e i documenti falsi, le assunzioni pilotate e gli appartamenti-dormitorio. Ci sono ambiti spesso inesplorati ma non per questo meno pericolosi. Ci sono parrucchiere assunte come colf, alloggi trasformati in foresterie, lavoro minorile e riduzione in schiavitù, strozzinaggio e usura. Spesso, anzi quasi sempre, le vittime sono indotte per paura di ritorsioni, o per smascherare la loro clandestinità, a tacere e subire questo stato di cose. I responsabili sono sia italiani sia stranieri. Tutti accomunati dal desiderio malsano di avvantaggiarsi della manodopera di un immigrato privo di permesso di soggiorno.

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Tue, 29 Dec 2009 15:13:13 UTC
<![CDATA[ Anche la Regione contro i clandestini ]]> Per contrastate la presenza di clandestini nei condomìni e sanzionare chi affitta loro le case, la Regione promuove un accordo con gli amministratori dei palazzi, chiamati a segnalare ai vigili «il sovraffollamento negli alloggi e i contratti di affitto irregolari». Autore della bozza di intesa, arrivata nei giorni scorsi sul tavolo del governatore Formigoni, è Stefano Maullu del Pdl, assessore alla Polizia locale. La firma è attesa per gennaio. Il patto con le associazioni degli amministratori è la risposta alla mozione leghista presentata nei consigli di zona per chiedere al Comune «più controlli alle residenze degli stranieri». Nella bozza di accordo targata Pdl si chiede agli amministratori di comunicare ai ghisa anche «il flusso di persone estranee al condominio, che lasci supporre attività illecite, e l’utilizzo degli alloggi per attività commerciali abusive». E il pensiero va ai laboratori cinesi in zona Sarpi. Ma Maullu precisa: «L’obiettivo non è certo la caccia al clandestino, ma il coinvolgimento di chi gestisce gli immobili per rimuovere tutti gli elementi di degrado connessi all’abitare, dagli impianti elettrici non a norma ai rifiuti smaltiti in modo irregolare. Certo, la presenza di stranieri irregolari stipati in dieci per stanza è uno dei problemi maggiori». Il sindacato degli inquilini Sunia Cgil stima che l’85 per cento degli stranieri (anche regolari) che vive in affitto abbia contratti non registrati.

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Tue, 29 Dec 2009 08:44:40 UTC
<![CDATA[ RISCHIO IDROGEOLOGICO E VALANGHE IN LOMBARDIA, STEFANO MAULLU (REGIONE LOMBARDIA): “MASSIMA ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE.” ]]> Sat, 26 Dec 2009 08:48:09 UTC <![CDATA[ Auguri di Buon Natale ]]> Thu, 24 Dec 2009 10:25:22 UTC <![CDATA[ STEFANO MAULLU: “DONATE A CITY ANGELS COPERTE PER EMERGENZA FREDDO” ]]> Alle ore 15 di oggi ho consegnato al responsabile dei City Angels, Mario Furlan, 90 coperte, destinate ai senza tetto della capitale lombarda. L’emergenza dei senza tetto a Milano acquista ulteriore rilevanza nei mesi invernali ed in particolar modo in questi giorni, che hanno visto la regione Lombardia fortemente colpita da eventi atmosferici di particolare intensità. La Protezione Civile si è attivata sin dai primi giorni per provvedere ad un’adeguata assistenza a tutte le persone in difficoltà, con specifica attenzione per quanto riguarda la situazione delle persone senza fissa dimora. La consegna è avvenuta in Piazza Duca d’Aosta, presso le tende riscaldate allestite dal Comune di Milano e gestite dai City Angels, per fornire un rifugio alle persone che non trovano posto nei dormitori messi a disposizione dalla civica amministrazione, in grado quest’anno di accogliere circa 1.500 persone. La mancanza di una dimora fissa è una problematica che affligge circa 4.000 individui nel solo comune di Milano, secondo i dati forniti dal censimento effettuato dalla Croce Rossa Italiana e dall’Università Bocconi. Tra questi, solo un migliaio sceglie di usufruire abitualmente dei dormitori mentre, quasi tremila senza tetto, cercano riparo per strada, in aree dismesse e all’interno di baraccopoli improvvisate. Ancora una volta la Protezione Civile si è dimostrata attenta e pronta ad intervenire per fornire aiuto alle persone più bisognose e in condizioni di particolare difficoltà. E’ di fondamentale importanza portare avanti il nostro impegno a stretto contatto con tutte quelle associazioni quali City Angels, Croce Rossa Italiana e Fondazione Fratelli di San Francesco, che operano ogni giorno sul territorio, rendendo possibile un contatto diretto anche in situazioni di marginalità estrema. Faccio mio l’appello lanciato da Mario Furlan ai milanesi di donare abiti smessi, coperte e sacchi a pelo a chi dorme sulla strada. Il rischio è che si replichi il triste primato dell’anno scorso con otto morti tra i senzatetto. Si rende opportuno inoltre ipotizzare il ricovero coatto per chi rifiuta il ricovero negli spazi del Comune. È difficile scegliere tra rispetto della libertà e difesa della vita ma se forzare la mano può servire a salvare qualche senzatetto perché escluderlo a priori?

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Wed, 23 Dec 2009 10:23:06 UTC
<![CDATA[ Sfoglia l'album fotografico della Missione Umanitaria in Afghanistan ]]> Visualizza le fotografie realizzate in Afghanistan in Missione Umanitaria cliccando il seguente link:

www.flickr.com/photos/36488592@N08/show/

 

 

 

 

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Tue, 22 Dec 2009 17:32:36 UTC
<![CDATA[ Raccolta fotografica della Protezione Civile lombarda in Abruzzo ]]> Tue, 22 Dec 2009 15:53:34 UTC <![CDATA[ Aggiornamento meteo in Regione Lombardia - ore 19 ]]> Mon, 21 Dec 2009 18:30:10 UTC <![CDATA[ ADERISCI ALLA PETIZIONE "SILVIO, MILANO TI AMA" ]]> Sat, 19 Dec 2009 09:38:28 UTC <![CDATA[ FORZA SILVIO, MILANO TI AMA ]]> Fri, 18 Dec 2009 08:12:27 UTC <![CDATA[ Ore 9.00 In diretta su Radio Marconi ]]> www.streamsolution.it/onair/RadioMarconi.asx

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Thu, 17 Dec 2009 08:28:56 UTC
<![CDATA[ EMERGENZA SENZATETTO : “NON SOLO SICUREZZA, VICINATO SOLIDALE” ]]> Se il Controllo del Vicinato è finalizzato a migliorare la sicurezza nei quartieri, attraverso il coinvolgimento diretto di cittadini e commercianti, appare altrettanto evidente che questa forma di partecipazione si debba estendere a qualsiasi situazione critica e di disagio che caratterizza la vita dei quartieri. Quindi l’applicazione del sistema di segnalazioni da parte dei cittadini si sposa perfettamente con l’appello rivolto ai milanesi dall’Assessore ai servizi sociali del Comune di Milano, Mariolina Moioli, circa i casi di senzatetto in condizioni critiche. Le rigide temperature di questi giorni hanno già mietuto una vittima, un clochard di 50 anni, nella zona dell’Ippodromo. Un caso che rischia di non rimanere isolato tra il migliaio di senzatetto che, incoscienti o inconsapevoli dell’esistenza di centri di ricovero, vivono a Milano. E’ fondamentale che i milanesi prendano coscienza della situazione e intervengano segnalando alle Unità mobili e diurne del Piano Antifreddo tutti i casi di clochard più a rischio d’essere falciati dal gelo invernale. Il ruolo importante delle organizzazioni come SOS Stazione Centrale - Fondazione Exodus e City Angels richiede un riconoscimento attivo da parte dei milanesi per limitare il più possibile le tragedie, perché nessuno si senta mai perduto e anche nelle vite più disperate ci sia sempre una buona speranza di cambiare. Ho iniziato personalmente a sensibilizzare quei comitati di residenti e di via che hanno espresso interesse per il progetto del Controllo del Vicinato. Occorre che i temi della sicurezza siano affrontati in una visione integrata di tutte le problematiche coinvolte, in modo che le cosiddette misure per la sicurezza per essere realmente efficaci, debbano essere accompagnate da politiche sociali, dell’accoglienza e dell’inclusione; da politiche del lavoro e dello sviluppo, della casa, della qualificazione del territorio e dell’assetto delle città; dalla formazione della polizia locale e delle forze dell’ordine. La sicurezza infatti è una condizione ampia, da trovare insieme ai cittadini per coniugare appunto la sicurezza con la libertà, i diritti, la qualità della vita per tutti. Tutti nessuno escluso. Il Controllo del Vicinato è un progetto in corso di definizione da parte di Regione Lombardia ed è uno strumento utile e costruttivo per facilitare i processi di responsabilizzazione individuale e collettiva che rinforzino la dimensione della fiducia, del senso di appartenenza e del senso di comunità. Uno strumento semplice per coniugare senso di sicurezza e responsabilità sociale. E una comunità è tanto più forte quanto più è capace di prendersi cura dei suoi membri in difficoltà. Resto pertanto sbalordito dalle accuse lanciate da certi mestatori che in questa iniziativa hanno voluto vedere un remake in salsa meneghina di esperienze razziste e dittatoriali. I cittadini sentinella, come sono stati ribattezzati dai media, dimostrano invece un senso civico di cui le nostre città hanno un disperato bisogno. Ora più che mai.

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Wed, 16 Dec 2009 11:26:01 UTC
<![CDATA[ Stati Generali della Prevenzione: c'è il rilancio della sicurezza ]]> La prevenzione è il primo passo per garantire la sicurezza dei cittadini in tutte le situazioni di rischio, non solo naturali ma anche collegate alle molteplici attività umane presenti sul territorio lombardo. E' quanto emerso agli Stati generali della Prevenzione, "Per una Lombardia più sicura", che si sono svolti oggi a Milano nella sede di Palazzo Mezzanotte. I lavori sono stati aperti dall'assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale, Stefano Maullu. "Con 17.000 volontari della Protezione civile, 10.000 agenti di Polizia locale e 60 milioni di euro impegnati nel corso del 2009 - ha detto l'assessore Maullu - Regione Lombardia assicura un impegno costante per tutelare e preservare il diritto alla sicurezza, un diritto che i cittadini percepiscono come irrinunciabile". La sicurezza è una tematica che va di pari passo con la prevenzione. "La sicurezza deve essere promossa e sostenuta da tutti - ha aggiunto l'assessore Maullu - quindi sia con politiche mirate, provvedimenti e strumenti anche legislativi, sia attraverso la legalità e la collaborazione dei cittadini con la Polizia locale in primis e più in generale con tutte le Forze dell'Ordine". La sicurezza, quindi, come un prisma a più facce che comporta il saper affrontare tematiche molto differenti tra loro, che vanno dal controllo dell'ambiente e del territorio alla pubblica sicurezza, dalla sicurezza stradale al disagio sociale, e che richiedono l'acquisizione di competenze e responsabilità comportanti una formazione solida e costante. Regione Lombardia, in tema di sicurezza urbana, si è mossa anche attraverso i Patti locali, nati per favorire il coinvolgimento degli organi decentrati dello Stato, i finanziamenti (4,5 milioni di euro nel 2009) a favore di Province, Comunità montane e Comuni singoli o associati per l'acquisto di nuove tecnologie, mezzi e straordinari della Polizia locale, e con Accordi di programma quadro siglati con Ministeri e Comuni interessati per la costruzione di 23 nuove caserme dei Carabinieri in cinque Province lombarde. I finanziamenti complessivi sono stati di oltre 42 milioni di euro.

fonte Lombardia Notizie

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Tue, 15 Dec 2009 17:37:46 UTC
<![CDATA[ Stati Generali della Prevenzione ]]> Tue, 15 Dec 2009 11:10:16 UTC <![CDATA[ Ora basta, fermiamo la cultura dell'odio e della violenza. Con il Presidente Berlusconi per la libertà! ]]> Sun, 13 Dec 2009 20:13:16 UTC <![CDATA[ Stefano Maullu ad Affaritaliani.it: "La Lega? Non può criticare la Chiesa..." ]]> Thu, 10 Dec 2009 18:45:55 UTC <![CDATA[ Diario dall'Afghanistan - sesto giorno ]]> Wed, 9 Dec 2009 12:49:10 UTC <![CDATA[ Diario dall'Afghanistan - quinto giorno ]]> Tue, 8 Dec 2009 11:08:04 UTC <![CDATA[ COOPERAZIONE AFGHANISTAN: “FANATISMO RELIGIOSO TERRORIZZATO DALLA SERENA FORZA DELLE DONNE” ]]> Mon, 7 Dec 2009 11:32:02 UTC <![CDATA[ Progetto di cooperazione in Afghanistan: “Tutelare e promuovere il ruolo della donna nella società afghana" ]]> Sun, 6 Dec 2009 16:28:09 UTC <![CDATA[ Diario dall'Afghanistan - terzo giorno ]]> Sun, 6 Dec 2009 08:51:43 UTC <![CDATA[ Aggiornamento dall'Afghanistan ore 20.00 ]]> Sat, 5 Dec 2009 11:48:47 UTC <![CDATA[ Diario dall'Afghanistan - secondo giorno ]]> Ore 4 ora italiana carico sul C130 della Marina Militare, partenza da Cipro alla volta del Golfo Persico, 98 persone a bordo molto motivate, quasi tutti veterani, abbiamo caricato vettovaglie varie; dopo la stabilizzazione del carico, pronti a partire! Tappi per le orecchie: il rumore è assordante! Arrivo ad Abu Dhabi ore 9 ora italiana, distribuzione brandine e pacco colazione (succo d'arancia, tramezzini, acqua) qualche ora di sonno in attesa di un nuovo imbarco alla volta dell'Afghanistan...

Aggiornamento: Arrivato ad Herat, in Afghanistan, scortati dai militari visitiamo la città

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Sat, 5 Dec 2009 11:46:53 UTC
<![CDATA[ In missione umanitaria in Afghanistan ]]> DIARIO DI BORDO

Primo giorno – 04/12/2009

Volo AZ 2023 Linate 8.20 – Fiumicino 9.30 per incontro a Fiumicino con il Battaglione Trasporti presso terminal internazionale alle ore 11.00 con partenza ore 14.00. Imbarco sul volo militare per Al Bateen con un Boeing della Marina Militare e proseguimento su C130 da Albateen per Herat. Vado in Afghanistan per contribuire allo sviluppo della qualità della formazione di base e della capacità del sistema educativo afghano di assicurare alle bambine e alle ragazze di frequentare e terminare il ciclo scolastico. Mi accompagna Marco Lombardi, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’ateneo milanese è partner di questo progetto. Le borse di studio non servono solo a questo. La Commissione indipendente per i Diritti Umani in Afghanistan ha denunciato il problema delle bambine che vengono date in sposa contro la loro volontà. Recentemente un religioso islamico è stato arrestato per aver permesso un matrimonio tra una bambina di 7 anni e un uomo di 18 anni. Secondo le leggi afghane le ragazze sotto i 16 anni non possono essere date in spose. Ciononostante, secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la fine delle violenze contro le donne, il 57% delle ragazze afghane vengono sposate prima dei 16 anni, frequentemente per ripagare debiti della famiglia o per sistemare altre controversie. Prima di imbarcarmi penso a Shirin-Gol, la protagonista de Afghanistan dove Dio viene solo per piangere. Drammatico resoconto della vita di una ragazza tra guerra e oppressione, alla disperata ricerca della libertà nella profonda consapevolezza che il fanatismo religioso è terrorizzato dalla serena forza delle donne.  

 

Aggiornamento: Arrivato a Cipro, in attesa di partire per gli Emirati Arabi 

 

Secondo giorno – 05/12/2009 

 

Ore 4 ora italiana carico sul C130 della Marina Militare, partenza da Cipro alla volta del Golfo Persico, 98 persone a bordo molto motivate, quasi tutti veterani, abbiamo caricato vettovaglie varie; dopo la stabilizzazione del carico, pronti a partire! Tappi per le orecchie: il rumore è assordante! Arrivo ad Abu Dhabi ore 9 ora italiana, distribuzione brandine e pacco colazione (succo d'arancia, tramezzini, acqua) qualche ora di sonno in attesa di un nuovo imbarco alla volta dell'Afghanistan...
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Fri, 4 Dec 2009 11:51:38 UTC
<![CDATA[ La Polizia Locale rafforza la fiducia dei cittadini ]]> La polizia locale deve farsi portatrice di politiche di prevenzione e modelli operativi tesi a rafforzare la fiducia e la collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine. Non possiamo limitarci a sanzionare i comportamenti scorretti ma e' necessario costruire un percorso di educazione alla legalita', al vivere sociale, al senso civico per il quale la Polizia locale puo' svolgere un ruolo di primo piano. Il carattere di prossimita' qualifica in modo molto complesso l'attivita' di polizia di sicurezza, preventiva: la vicinanza fisica al cittadino, e' il carattere piu' evidente, visibile di questo modello, ma la filosofia che lo sottende e' il continuo ed immediato adattamento delle procedure operative alle realta' sociali presenti sul territorio, sempre piu' diversificate e complesse per garantire al cittadino adeguate forme di comunicazione e collaborazione cosi' da coinvolgerlo nel processo della sicurezza. Dal 2000 ad oggi sono stati investiti 89.666.800 euro a conferma degli sforzi di Regione Lombardia per prevenire e contrastare la criminalita' e i fenomeni ad essa correlati; il peso rilevante dei 9.482 agenti di Polizia locale nell'attivita' di polizia giudiziaria, amministrativa e ambientale. E' importante responsabilizzare i cittadini e renderli consapevoli che la sicurezza riguarda tutti. Il senso di sicurezza e di protezione si rafforza laddove c'e' la consapevolezza che in una situazione di bisogno ci sara' una tempestiva reazione del vicinato. Non ultimo, serve per instaurare un dialogo piu' continuo e sensibile tra i cittadini, la polizia municipale e le forze dell'ordine.

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Mon, 30 Nov 2009 08:36:13 UTC
<![CDATA[ Le sorprese del paese reale ]]> Oggi Galli della Loggia definisce "civilissimo" e "senza tanti proclami" il controllo del vicinato. Ecco l'estratto dal sito del Corriere www.corriere.it

La vicenda delle «ronde» rappre­senta uno di quei segni dei tempi che dicono la verità sull’Ita­lia di oggi più di mille ana­lisi sofisticate. La verità di Paese politicamente nevro­tizzato, dove la politica è sempre più spesso impe­gnata a discutere con fero­cia sul nulla, un Paese che il discorso pubblico dipin­ge troppo spesso quale es­so in realtà è ben lungi dal­l’essere.

Le «ronde», ricordate? Per settimane e settimane la Destra, la Lega in modo particolare, ne hanno recla­mato l’istituzione descri­vendo una popolazione an­siosa di provvedere da sola alla propria sicurezza per­ché in preda alla paura, in­sidiata giorno e notte da delinquenti e immigrati malvagi, ma abbandonata a se stessa da polizia e cara­binieri sopraffatti da una malavita soverchiante. Da qui, appunto, la necessità delle «ronde». Ma armate o disarmate? Con lo sfolla­gente o con lo spray al pe­peroncino? Con i cani o senza? Con divisa e stem­mi o senza? Da qui, anco­ra, discussioni a non fini­re, vertici di governo, com­promessi faticosi subito mandati all’aria, mentre dall’altra parte la Sinistra lanciava grida di allarme sullo squadrismo alle por­te, la fine della legalità, la «manipolazione securita­ria ».

Alla fine, come Dio vuo­le, si arriva alla legge che istituisce le benedette «ronde», sia pure abba­stanza depotenziate rispet­to ai propositi iniziali, e che accade a questo pun­to? Nulla, semplicemente nulla. Ci si accorge cioè che agli italiani, anche a quelli di Destra, di fare i «rondisti» non gliene im­porta nulla. Che anziché passare le serate a perlu­strare il centro di Paderno Dugnano o le vie di Valda­gno preferiscono guardare le televisioni o farsi la soli­ta pizza. Al massimo — ma solo in quelle periferie dove serve, come a Milano — sono pronti a impegnar­si in un civilissimo «con­trollo del vicinato», come si chiama, senza tanti pro­clami e norme inutili. In­somma, trascorsi ormai al­cuni mesi, il numero delle richieste di «ronde» perve­nute al ministero degli In­terni pare che non superi più o meno il numero del­le dita di due mani. Si dice addirittura che in tutto sia­no tre.

La conclusione appare inevitabile: evidentemente il Paese reale non era affat­to quella pentola in ebolli­zione, quel ricettacolo di rabbia e di passioni che a qualcuno piaceva immagi­nare. Non lo era e non lo è, se è vero che con la crisi e la disoccupazione che im­perversano la manifestazio­ne più eclatante di disagio sociale sono stati alcuni operai saliti in cima ad una gru. L’Italia di oggi, in­somma, è una società che per la sua grandissima maggioranza ragiona e sa mantenere la testa a posto. È un Paese capace di giudi­care, che preferisce qual­che proposta concreta ai torrenti di parole. E che dunque non sa che farsene delle cose che invece quoti­dianamente gli propone un mondo politico, il qua­le si sta sempre più abi­tuando a cercare nella ris­sa e nell’insulto il compen­so alla sua mancanza di idee e di programmi. Da tempo, in Italia, lo scontro politico serve puramente o a colpire l’avversario o ad almanaccare nuovi fanta­stici progetti di schiera­mento; e nel frattempo a coprire il nulla. Ed è sem­pre per questo, se è per­messo dirlo, che quello che gli «arrabbiati» di tut­te le parti chiamano con di­sdegno il «terzismo», in Italia non è altro che auten­tica intelligenza delle cose. E quasi sempre, aggiungia­mo pure, carità di patria.

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Fri, 27 Nov 2009 14:52:18 UTC
<![CDATA[ Sicurezza, scatta l'Operazione Smart nel magentino ]]> Thu, 26 Nov 2009 12:23:54 UTC <![CDATA[ Controllo del vicinato, importante sviluppare partnership cittadino, polizia locale e forze dell'ordine ]]> Sviluppatosi nei Paesi anglosassoni, Il Controllo del Vicinato rappresenta la costruzione di una rete di sicurezza attraverso la collaborazione fattiva dei cittadini con la Polizia locale e le Forze dell’Ordine. Si tratta di una vera e propria partnership per la legalità nei quartieri della grandi città e nei Comuni più piccoli. Qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere si deve partire proprio dalla partecipazione diretta di chi è oggetto della strategia di presidio del territorio. Il cittadino rappresenta quindi la prima antenna della sicurezza, un elemento fondamentale dell'antidoto in grado di far fronte al degrado e alla criminalità. Quindi responsabilizzare i cittadini, singolarmente e in quanto membri della comunità, rendendoli sempre più consapevoli del fatto che la sicurezza è un affare di tutti. Il Controllo del Vicinato consiste nel sensibilizzare il vicinato circa l’importanza che tutti prendano parte a questa sorta di “autocontrollo”. Più i cittadini la effettueranno, più sarà efficace; prestare maggiore attenzione a ciò che avviene nel proprio quartiere, nelle proprie strade; segnare su un taccuino eventuali auto (tipo, targa) che risultino sospette. Auto diverse dalle solite che transitano in zona magari lentamente o con a bordo persone sospette, auto o moto che siano parcheggiate lungamente di fronte a delle abitazioni con qualcuno a bordo etc. In caso di furti questi indizi potrebbero rivelarsi utili alle autorità. Chiedere a persone che girino all’interno del quartiere guardandosi un po’ troppo in giro se abbiano bisogno di aiuto o se stiano cercando qualcuno. E’ un semplice, antico gesto per far sapere alla persona che non è passata inosservata e al massimo per rendersi utili. Regione Lombardia sta procedendo ad una rapida analisi del sistema per renderlo operativo nei quartieri delle grandi città. E’ necessario individuare i canali istituzionali da attivare coinvolgendo i comitati dei residenti, dei commercianti e gli amministratori di condominio. Non sono richiesti né eroismi né particolari competenze, si tratta sostanzialmente di essere più vigili, di osservare meglio; per esempio guardare meglio fuori casa, la strada o la proprietà del vicino, quando si esce o si rientra a casa o quando si stende il bucato, quando si fuma sul balcone oppure si porta a spasso il cane, ecc. Piccoli gesti molto semplici, che uniti fanno centinaia di occhi puntati sulle strade del nostro isolato, occhi che possono prevenire, riconoscere, identificare un reato e un malintenzionato. Per le situazioni più sospette il contatto con le forze dell’ordine e la Polizia locale potrà essere diretto, ovviamente dopo aver accertato che si tratti di effettive situazioni di pericolo o potenzialmente rischiose. Se pensiamo ad una serie di reati come i furti in abitazione o di automobili, gli incendi e i danneggiamenti fino ad arrivare alle violenze sessuali, ci rendiamo conto che il coinvolgimento dei quartieri rimane strategico per contrastarli sempre più efficacemente. Si tratta di reati in calo negli ultimi 5 anni ma che rimangono i più frequenti o più odiosi. Per poi valutare l’impatto del sovraffollamento degli appartamenti da parte degli immigrati irregolari che sfuggono molto spesso alla verifica delle Forze dell’Ordine o della Polizia locale, ma che trovano nei residenti delle sentinelle privilegiate. Ora stiamo lavorando per individuare le aree ideali per il Controllo del Vicinato che deve essere piuttosto ristretta come 3 o 4 vie al massimo, ciascuna con un coordinamento. In questo molto importante risulterà il riscontro dei comitati dei residenti e le associazioni del commercio di quartiere.

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Tue, 24 Nov 2009 12:21:31 UTC
<![CDATA[ Sgombero Via Rubattino, situazione di degrado e illegalità, oggettiva responsabilità dei nomadi ]]> L’operazione di sgombero del campo nomadi di via Rubattino conferma da un lato l’efficienza della Polizia municipale di Milano, dall’altro le oggettive responsabilità dei nomadi della situazione di degrado e illegalità. Chi si ostina a considerarli vittime, chi accusa le Istituzioni di disinteresse e chi straparla di diritti negati, apra finalmente gli occhi. La situazione di profondo degrado igienico-sanitario e di illegalità rappresenta uno spaccato riconducibile esclusivamente agli abitanti del campo. E’ impensabile che la responsabilità, anziché individuale, venga ricondotta nel caso dei nomadi a cause esterne. Chi si muove nella legalità, nel rispetto delle più semplici norme di convivenza civile e dei diritti civili, non può che rimanere offeso da simili interpretazioni. E’ impensabile prescindere dal clima di illegalità che caratterizza troppo spesso la realtà dei nomadi e che è causa del loro non-inserimento sociale. L’accattonaggio molesto e l’utilizzo di minori nell’accattonaggio che, grazie alla legge sulla sicurezza varata dal Governo Berlusconi è diventato reato penale, rappresentano i rituali più comuni. Nel caso del campo di via Rubattino si ravvisa addirittura la violazione degli obblighi di assistenza familiare. Episodi rintracciabili in tante, troppe, situazioni che vedono coinvolti i nomadi. Le vittime quindi non sono solo i cittadini ma soprattutto i bambini. E su questo Milano non può far finta di niente.

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Thu, 19 Nov 2009 14:51:57 UTC
<![CDATA[ Da Dicembre il via a Operazioni Smart in provincia di Milano per garantire la sicurezza ]]> Dopo le numerose esperienze positive già realizzate nel corso dell’anno, a dicembre saranno riproposte le operazioni SMART (Servizio Monitoraggio Aree del Territorio) che vedono coinvolte, per un determinato numero di giorni, un gruppo di soggetti (comandi di polizia locale, forze dell’ordine, enti locali ecc.) per interventi sull’area della Provincia di Milano caratterizzate da problematiche di insicurezza urbana. Sono state identificate le aree del Magentino coi comuni di Magenta, Cornaredo, Marcallo con Casone, Consorzio Parco Lombardo del Ticino, Vittuone, Corbetta, Boffalora, Sedriano, Bernato Ticino; il Legnanese con Pogliano Milanese, Rescaldina, San Vittorio Olona, Parabiago, Canegrate, Lainate, San Giorgio su Legnano, Nerviano; l’area sudovest di Milano con Corsico, Assago, Bubbiano, Casarile, Casorate Primo, Cesano Boscone, Lacchiarella, Trezzano S/N, Vernate, Zibido San Giacomo. Per l’attuazione degli interventi sarà riconosciuto al Comune di Corsico un contributo fino a € 20.000,00, a Legnano un contributo fino a € 20.000,00 e a Magenta un contributo fino a € 20.000,00, fino ad un contributo massimo complessivo di € 60.000,00. Questa mattina è stato firmato il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e i Comuni di Legnano, Magenta e Corsico per dare attuazione alle operazioni SMART che si terrano tra fine novembre e la seconda metà di dicembre. E' stato posto un importante tassello del mosaico lombardo della sicurezza urbana. Anche la Polizia locale della Lombardia ha svolto con le sue 9.482 unità, in qualità di agenti e ufficiali di Polizia Giudiziaria, attività di controllo e repressione delle attività criminali. Assicurando inoltre l´acquisizione di notizie di reato, l´impedimento di ulteriori atti criminali, il contrasto all´immigrazione clandestina e alla contraffazione, la ricerca degli autori dei reati e la raccolta di quanto possa servire per l´applicazione della legge penale. L´attività di controllo del territorio da parte della Polizia locale ha contribuito al progressivo calo della criminalità sul nostro territorio. Soprattutto nell´area del milanese i nostri 5.210 agenti hanno contribuito tangibilmente all´attività di prevenzione e contrasto della criminalità in stretto raccordo con la Polizia di Stato, l´Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza. La sicurezza rappresenta un diritto primario dei cittadini, da garantire in via prioritaria per assicurare uno sviluppo economico e sociale, nonché un adeguata qualità della vita. Vi è pertanto l´esigenza che tale diritto sia assicurato nel modo migliore, non soltanto in relazione ai fenomeni di criminalità organizzata, ma anche in rapporto a quella criminalità diffusa incidente sul territorio e, più in generale, a quelli dell´illegalità. Il contributo della Regione Lombardia e quello offerto dalla Polizia locale, spesso trascurato dai media, è significativo e tangibile.

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Tue, 17 Nov 2009 16:12:25 UTC
<![CDATA[ Protezione Civile: "Volontari straordinari in Abruzzo" ]]> Grazie per quello che avete fatto. E' questo il significato dei miei riconoscimenti nella consegna, avvenuta ieri pomeriggio, ai volontari impegnati in Abruzzo fin dalle primissime ore dopo il terremoto del 6 aprile. La cerimonia, che si è svolta al teatro Dal Verme, è stata fortemente voluta da Regione Lombardia come segno concreto della riconoscenza nei confronti delle 2.000 persone appartenenti ai Corpi di Protezione civile della nostra Regione che hanno concretamente e tenacemente contribuito a far tornare l'Abruzzo a vita normale il prima possibile. A sole 8 ore di distanza dal sisma, infatti, Giovanni Caldiroli, funzionario di Regione Lombardia, Cristiano Cozzi del 118 di Milano e Alessandro Caretti di A2a sono partiti da Milano a bordo di una jeep per mandare alla sala di operativa di Regione Lombardia tutte le notizie utili per predisporre poi l'intervento di uomini e mezzi. Lo stesso giorno, alle ore 14.30, è partita la colonna mobile regionale con 240 volontari. Quella notte non hanno dormito e all'alba del giorno successivo hanno servito bevande calde e brioche agli sfollati che avevano pernottato in macchina per paura di nuove scosse o perché non avevano più un tetto. In tempi record si sono poi dati da fare per allestire le tende da campo nell'area di Monticchio 1 e Monticchio 2, e successivamente di Paganica 5 e Rocca di Mezzo. Non è un caso isolato, la nostra Protezione Civile si era già distinta in occasione del terremoto dell'Umbria del 1997, del sisma del Molise del 2002, di quello di Salò del 2004 e in Kosovo. Questo significa che in Lombardia esiste un corpo speciale che vive la vita di tutti i giorni, ma che trova il tempo di mettersi a disposizione degli altri nei momenti di difficoltà. E lo fa non facendosi mai trovare impreparato.Un aiuto che non è stato solamente materiale, anzi. E' stato carico di umanità, ricco di solidarietà, ma soprattutto offerto nel modo e nel momento giusto. E la soddisfazione sicuramente più bella è che è stato da tutti riconosciuto e apprezzato. Ma quello che siamo stati in grado di portare in Abruzzo è sicuramente molto meno di quello che abbiamo ricevuto che rimane qualcosa di indelebile e che porteremo sempre nel cuore.

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Mon, 16 Nov 2009 12:07:08 UTC
<![CDATA[ La sicurezza è un tuo diritto ]]> Vai su http://www.facebook.com/group.php?gid=189960022078&ref=ts

Per il riconoscimento nella Costituzione Italiana della sicurezza come diritto inviolabile della persona al pari del diritto alla vita, al diritto all’integrità psicofisica, al diritto di proprietà e alla libertà di iniziativa economica. Per far crescere nelle nostre città una cultura della sicurezza e della legalità che veda partecipi e responsabili tutti i cittadini, ognuno secondo le proprie competenze e capacità. Per costruire spazi urbani che favoriscano la socializzazione e il senso di vicinato e che riducano le situazioni di isolamento, esclusione e abbandono.

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Mon, 16 Nov 2009 09:54:15 UTC
<![CDATA[ Lombardia: fondi a 28 comuni contro le stragi del sabato sera ]]> Ventotto comuni della Provincia di Milano riceveranno un contributo complessivo di 60 mila euro come sostegno alla realizzazione del progetto Smart (Servizio monitoraggio attivita' controllo rischi del territorio), che prevede, tra le altre cose, l'intensificazione dei controlli su strada il sabato sera, come misura di prevenzione contro gli incidenti. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta della Regione Lombardia. L'operazione Smart, gia' sperimentata con successo in altre Province, ha lo scopo di prevenire i fenomeni di degrado e di disagio urbano e di migliorare le condizioni di sicurezza stradale e ambientale. I fondi regionali sono assegnati a 28 Comuni dell'hinterland milanese dove e' stata evidenziata una maggiore incidenza dei fenomeni di disagio. Si tratta di un piano sperimentale e condiviso di azioni integrate di sicurezza per rendere piu' efficaci i controlli e gli interventi sul territorio. In particolare sara' intensificata la collaborazione istituzionale tra Regione, Comuni, Province ed enti territoriali statali, le Polizie locali e le Forze dell'ordine, per assicurare la prevenzione e migliorare le condizioni di vivibilita. Tra gli interventi che verranno messi in atto, il contrasto alle stragi del sabato sera con un pattugliamento particolarmente capillare nelle sere prefestive e festive e negli orari che vanno dalle 18 alle 2 di notte.

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Fri, 13 Nov 2009 17:22:42 UTC
<![CDATA[ La giunta Penati fece un patto con i Latin King ]]> Nel 2007 il cosiddetto Assessorato alla Pace della giunta provinciale guidata da Filippo Penati arrivo' pomposamente ad annunciare una svolta epocale: un patto sottoscritto tra il capo internazionale dei Latin King e le istituzioni milanesi, per rendere legale l'attivita' della gang, riconosciuta come gruppo culturale e di sensibilizzazione etnica. Il risultato ovviamente non e' stato quello auspicato nelle intenzioni dell'ex presidente della Provincia di Milano come, del resto, per tutti gli altri obiettivi.

Ora il panorama della criminalita' sudamericana, importata a suon di coltelli e pistole, desta forti preoccupazioni. Milano ringrazia le forze dell'ordine per le recenti operazioni che hanno inferto un duro colpo alle bande giovanili di immigrati sudamericani, come l'operazione che, dopo quattro mesi di indagini, la squadra mobile di Milano ha condotto contro alcuni appartenenti al gruppo New York affiliato ai Latin King, accusati di aver tentato di uccidere un giovane appartenente al gruppo Chicago, anch'esso affiliato ai Latin King. Un fenomeno relativamente nuovo ma che suscita allarme per l'ordine pubblico. Occorre avere il coraggio di affrontare a viso aperto i problemi legati all'integrazione, nell'interesse degli stessi immigrati regolari che vivono in Italia e sono ingiustamente screditati dall'opera di chi delinque o, piu' semplicemente, e' incivile nei comportamenti. Deve essere chiaro che alla criminalita' italiana non possiamo permetterci il lusso di aggiungere quella straniera, nelle sue forme piu' estreme che vanno dallo sfruttamento della prostituzione, allo spaccio di stupefacenti, alle rapine e agli omicidi. L'immigrazione non e' in se' positiva o negativa resta da capire se i cittadini stranieri possano e vogliano contribuire al benessere della comunita' in cui vivono. Dipende dalla reale capacita' di accoglienza e opportunita' di lavoro. L'utopia di una immigrazione imposta contro il buon senso e la civile convivenza genera fantasmi di confusione. Non volerlo capire e' il vero crimine che si commette contro la citta'. E i Latin Kings e derivati rappresentano quell'immigrazione di cui tutti faremmo volentieri a meno.

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Fri, 13 Nov 2009 09:10:37 UTC
<![CDATA[ 520mila euro al volontariato della Protezione Civile, 5milioni di euro dal 2005 ad oggi ]]> E' di 520.000 euro lo stanziamento approvato dalla Giunta regionale, su una mia proposta, per le associazioni di volontariato di Protezione Civile. Lo stanziamento conferma l’attenzione, già più volte evidenziata, della Regione Lombardia nei confronti della Protezione Civile. Il sistema regionale di Protezione Civile, nelle quattro attività fondamentali (previsione – prevenzione – soccorso – ripristino normalità), è organizzato per dare supporto ai centri di gestione dell’emergenza (sindaci, prefetti – province, Dipartimento della Protezione civile) in caso di eventi imprevisti. Questo sistema mette a disposizione tecnici esperti della Giunta regionale, servizi previsionali e di monitoraggio ambientale, risorse del Volontariato, uomini, mezzi e materiali per far fronte alle emergenze più diverse. Dalle situazioni di rischio idrogeologico, sismico e tecnologico agli incendi boschivi, alle emergenze che possono riguardare i trasporti, la viabilità o eventi straordinari come un blackout improvviso, le associazioni di Protezione Civile sono pronte ad agire per salvaguardare e assistere la popolazione. I fondi, assegnati alle Province, sono suddivisi in quote fisse e contributi variabili e hanno lo scopo di sostenere ulteriormente l’attività delle Associazioni. La quota fissa di ogni Provincia è di 20.000 euro, mentre la quota variabile è in proporzione al numero delle organizzazioni di volontariato attive sul territorio. A queste si aggiunge un contributo complessivo di 20.000 euro per il mantenimento dei mezzi assegnati in comodato d'uso da Regione Lombardia alle associazioni. Il finanziamento è ripartito in modo proporzionale in base al numero dei veicoli assegnati. I fondi stanziati vogliono dunque rappresentare un investimento per la Protezione civile e per tutta la cittadinanza che beneficia dell’operato dei tanti volontari delle associazioni sul territorio. Questa la suddivisione dei finanziamenti per Province: Bergamo, 44.217,63; euro Brescia, 66.629,35 euro; Como, 41.137,38 euro; Cremona, 30.929,06 euro; Lecco, 36.147,85 euro; Lodi, 34.605,63 euro Mantova, 32.609,82 euro; Milano, 55.833,82 euro; Monza, 33.607,72 euro; Pavia, 47.759,85 euro; Sondrio, 36.057,13 euro; Varese, 58.464,76 euro. Questa è l’ennesima riprova dell’attenzione che Regione Lombardia rivolge alla protezione civile e ai suoi 14mila volontari per assicurare efficienza e rapidità di intervento all’intero comparto della Protezione civile. Nel maggio scorso sono stati deliberati 1.190mila euro per il biennio 2009/2010 a favore delle organizzazioni di volontariato operanti nella Colonna Mobile Lombarda, mentre dal 2005 ad oggi l’investimento complessivo per la Protezione civile ammonta a 4.801.229 euro. In Lombardia sono attive 713 associazioni, 123 in provincia di Brescia e 106 in quella di Varese. Al terzo posto, Milano con 93. Seguono Pavia con 71, Bergamo con 67, Como con 52, Lecco e Sondrio con 39 ciascuna, Lodi con 35, Monza con 32, Mantova con 29 e Cremona con 27. Un impegno quello della Regione Lombardia che si estende dall’ambito puramente finanziario per abbracciare il mondo del volontariato. Impegno attualizzato nella campagna di reclutamento per la Protezione civile, in corso sui media regionali, finalizzata a diffondere la cultura dell’impegno civile. La campagna di reclutamento ha lo scopo di mobilitare la cittadinanza e vuole essere un invito all’impegno civile da parte, in particolare, delle giovani generazioni.

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Thu, 12 Nov 2009 11:14:21 UTC
<![CDATA[ Droga, preoccupa la previsione per il 2009/2010 per il consumo di eroina tra i giovani ]]> Le azioni di repressione del fenomeno sono fondamentali in uno scenario che vede in crescita anche tra gli adolescenti il consumo di cocaina e delle droghe chimiche low cost. Ma se il consumo di queste rimane stabile, quello di eroina è in crescita. Secondo le previsioni sul consumo degli stupefacenti per il triennio 2009-2011, così come emerso in un convegno organizzato la primavera scorsa da Asl e Regione Lombardia sulle tossicodipendenze, sarebbe previsto un vero e proprio boom dell’eroina, con un incremento del 40%, pari a un totale fra i 135mila e i 160mila consumatori. I dati raccolti dal laboratorio di prevenzione regionale stimano, invece, una crescita della cocaina limitata al 5%. Questo rappresenta una fonte di preoccupazione alla quale bisogna essere in grado di dare risposte forti. Una delle organizzazioni sgominate aveva il monopolio dello smercio della cocaina nel quartiere Grattosolio, mentre altri quartieri come Quarto Oggiaro e Corvetto presentano scenari analoghi. Una priorità, quella della guerra alla vendita e alla fruizione della droga, che deve essere portata avanti senza tentennamenti. Ma Il vero problema che è ormai emerso è l’inflazione dei prezzi delle droghe. Per una dose di cocaina nel 2012 si spenderanno 13 euro, 7 per una di eroina brown. Decisamente più economica di una pizza. Si tratta di una strategia per l’età dei consumatori e garantire così una base allargata di tossicodipendenti. Secondo le forze dell’ordine, il boom pilotato dell’eroina, è volto a garantire uno “zoccolo duro” con elevata dipendenza, superiore a quella della polvere bianca. Aumentare, infatti, la sua diffusione nei giovani tra i 14 e i 16 anni, per gli spacciatori significa investire nel mercato dei prossimi 10 anni. E questa la sfida che le Istituzioni dovranno affrontare con durezza.

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Tue, 10 Nov 2009 13:37:06 UTC
<![CDATA[ FORZA SILVIO, MILANO TI AMA ]]> Mon, 9 Nov 2009 12:53:17 UTC <![CDATA[ Controllo del vicinato, "Importante sviluppare partnership cittadino, polizia locale e forze dell'ordine" ]]> Sviluppatosi nei Paesi anglosassoni, Il Controllo del Vicinato rappresenta la costruzione di una rete di sicurezza attraverso la collaborazione fattiva dei cittadini con la Polizia locale e le Forze dell’Ordine. Si tratta di una vera e propria partnership per la legalità nei quartieri della grandi città e nei Comuni più piccoli. Qualsiasi iniziativa si voglia intraprendere si deve partire proprio dalla partecipazione diretta di chi è oggetto della strategia di presidio del territorio. Il cittadino rappresenta quindi la prima antenna della sicurezza, un elemento fondamentale dell'antidoto in grado di far fronte al degrado e alla criminalità. Quindi responsabilizzare i cittadini, singolarmente e in quanto membri della comunità, rendendoli sempre più consapevoli del fatto che la sicurezza è un affare di tutti. Il Controllo del Vicinato consiste nel sensibilizzare il vicinato circa l’importanza che tutti prendano parte a questa sorta di “autocontrollo”. Più i cittadini la effettueranno, più sarà efficace; prestare maggiore attenzione a ciò che avviene nel proprio quartiere, nelle proprie strade; segnare su un taccuino eventuali auto (tipo, targa) che risultino sospette. Auto diverse dalle solite che transitano in zona magari lentamente o con a bordo persone sospette, auto o moto che siano parcheggiate lungamente di fronte a delle abitazioni con qualcuno a bordo etc. In caso di furti questi indizi potrebbero rivelarsi utili alle autorità. Chiedere a persone che girino all’interno del quartiere guardandosi un po’ troppo in giro se abbiano bisogno di aiuto o se stiano cercando qualcuno. E’ un semplice, antico gesto per far sapere alla persona che non è passata inosservata e al massimo per rendersi utili. Regione Lombardia sta procedendo ad una rapida analisi del sistema per renderlo operativo nei quartieri delle grandi città. E’ necessario individuare i canali istituzionali da attivare coinvolgendo i comitati dei residenti, dei commercianti e gli amministratori di condominio. Non sono richiesti né eroismi né particolari competenze, si tratta sostanzialmente di essere più vigili, di osservare meglio; per esempio guardare meglio fuori casa, la strada o la proprietà del vicino, quando si esce o si rientra a casa o quando si stende il bucato, quando si fuma sul balcone oppure si porta a spasso il cane, ecc. Piccoli gesti molto semplici, che uniti fanno centinaia di occhi puntati sulle strade del nostro isolato, occhi che possono prevenire, riconoscere, identificare un reato e un malintenzionato. Per le situazioni più sospette il contatto con le forze dell’ordine e la Polizia locale potrà essere diretto, ovviamente dopo aver accertato che si tratti di effettive situazioni di pericolo o potenzialmente rischiose. Se pensiamo ad una serie di reati come i furti in abitazione o di automobili, gli incendi e i danneggiamenti fino ad arrivare alle violenze sessuali, ci rendiamo conto che il coinvolgimento dei quartieri rimane strategico per contrastarli sempre più efficacemente. Si tratta di reati in calo negli ultimi 5 anni ma che rimangono i più frequenti o più odiosi. Per poi valutare l’impatto del sovraffollamento degli appartamenti da parte degli immigrati irregolari che sfuggono molto spesso alla verifica delle Forze dell’Ordine o della Polizia locale, ma che trovano nei residenti delle sentinelle privilegiate. Ora stiamo lavorando per individuare le aree ideali per il Controllo del Vicinato che deve essere piuttosto ristretta come 3 o 4 vie al massimo, ciascuna con un coordinamento. In questo molto importante risulterà il riscontro dei comitati dei residenti e le associazioni del commercio di quartiere.

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Sat, 7 Nov 2009 09:49:31 UTC
<![CDATA[ Occupazioni abusive: “Da Frediano Manzi denuncia su fatto estremamente grave” ]]> “E’ sempre più evidente che nei quartieri il racket delle occupazioni abusive si articola su diversi piani che, insieme, concorrono a creare un clima di illegalità e omertà. Da un lato i clan criminali e dall’altro soggetti per così dire insospettabili che approfittando evidentemente dei loro incarichi si sono arricchiti alle spalle delle fasce deboli della popolazione e delle istituzioni. Le dichiarazioni rilasciate da Frediano Manzi a palazzo Isimbardi confermano questo scenario. Un fatto di estrema gravità. Come era intuibile, non bisognava concentrarsi esclusivamente sulle porte sfondate degli alloggi popolari ma anche e soprattutto sul giro illegale delle chiavi grazie al quale molti abusivi sono entrati in possesso degli appartamenti. Si tratta di una situazione su cui è necessaria la massima attenzione degli organi inquirenti e delle Forze dell’Ordine. C’è chi ha concorso gravemente ad appesantire delle situazioni già compromesse dal punto di vista della criminalità. Le dichiarazioni di Manzi fanno affiorare uno scenario che promuove nuovi ed inquietanti interrogativi su tutta la vicenda del racket delle occupazioni emersa durante la scorsa estate grazie alla denuncia di SOS Racket e Usura. Sono certo che la gestione delle case popolari affidata all’ALER migliorerà sensibilmente la situazione permettendo insieme al Comune di Milano una più equa valutazione dei casi personali nel contrasto dell’abusivismo. Appare necessaria la verifica costante del sistema di controllo da adottare nella gestione del patrimonio abitativo del Comune. Far si che i controllori, chiunque essi siano, non rimangano a loro volta senza controllo. Ovviamente il circuito criminogeno che si è venuto a creare nei quartieri deve essere affrontato in maniera decisa e senza tentennamenti. La realtà di via Padre Luigi Monti, ad esempio, risulta ancora impregnata di fenomeni di illegalità. Il tempo corre e Milano non può aspettare”.

Così Stefano Maullu dirigente lombardo del Pdl e assessore regionale ha commentato le dichiarazioni di Frediano Manzi, Presidente di S.O.S. Racket e Usura, in merito al coinvolgimento di due ispettori AGEFI nel racket delle occupazioni abusive, durante l’audizione della Commissione Sicurezza della Provincia di Milano.

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Thu, 5 Nov 2009 09:57:04 UTC
<![CDATA[ Anziani, state attenti alle truffe. Un decalogo per voi ]]> 1. Controllate ogni volta dallo spioncino prima di aprire (se non l’avete, chiedete sempre chi è). 2. Non fate entrare sconosciuti (anche se vestono qualche uniforme o divisa). 3. Inutile farsi mostrare il tesserino di riconoscimento: in genere i malintenzionati ne hanno uno falso e ve lo mostrano di loro iniziativa, per conquistare la vostra fiducia. 4. Se per sbaglio avete fatto entrare lo sconosciuto allora invitatelo ad uscire e se non lo fa urlate sul pianerottolo o telefonate alla Polizia Locale, al 112 o al 113. 5. Nessun ente (A2A, PosteItaliane, società di telefonia,di manutenzione impianti, altre società elettriche) manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false che vi ha dato erroneamente. Per nessuna ragione date quindi soldi a sconosciuti. 6. Fatevi accompagnare da qualcuno di fiducia quando andate alla posta o in banca a ritirare dei soldi e non credete a presunti funzionari che vi avvicinano per un controllo fuori dall’ufficio in cui vi siete recati. 7. Non firmate nessun documento né per strada né in casa, se non lo avete fatto esaminare prima dai vostri figli o da vicini di cui vi fidate. 8. Non tenete troppi soldi in casa e aprite un conto corrente per ricevere la pensione, in modo da non essere costretti ogni mese a recarvi all’ufficio postale per ritirarla, usufruendo dei servizi bancari (pagamenti in conto corrente). 9. Tenete sempre separata una piccola cifra per le piccole spese, in modo da non dover tirare fuori ogni volta il borsellino pieno di soldi, mostrando a tutti quanto denaro avete con voi. 10. Fare la denuncia dai carabinieri entro tre mesi. In questo modo contribuirai ad evitare che altri restino vittime di analoghi episodi.

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Wed, 4 Nov 2009 14:16:48 UTC
<![CDATA[ "4 novembre, occasione per rilanciare identità nazionale" ]]> "Un occasione per rilanciare il senso dell'identita' nazionale e il prestigio nel mondo delle nostre forze armate." Cosi' Stefano Maullu, dirigente lombardo del pdl e assessore regionale, nel suo intervento in videoconferenza, presso lo stand del Ministero della Difesa alla Fiera di Rho per il CONPA, con il comandante della taskforce europea in Kosovo, generale D'Alessandro. "Troppo spesso l'identita' nazionale viene messa in discussione sotto la spinta di un assurdo relativismo. Al contrario il valore della Patria e di quell'insieme di principi etici e culturali che ne compongono la matrice, sono elementi imprescindibili per ciascun italiano. L’appartenenza nazionale è, come insegnato da Mazzini, parte integrante della dimensione europea e della concezione dell’umanità, incentrata sulla libera autodeterminazione dei popoli, sulla non discriminazione e sulla convivenza pacifica. Di questi valori - prosegue Maullu - e' straordinario veicolo anche e soprattutto il nostro esercito, presidio nel mondo di pace e aiuto a chi soffre." "E' doveroso in tal senso elogiare quanti, tra i cittadini di origine straniera, hanno scelto di servire l’Italia nelle forze armate. Una scelta netta e fragorosa di appartenenza, per i quali e' necessario serbare nei loro confronti un misto di orgoglio e riconoscenza. L’esercito, anche in questo, è e resta una potente e positiva agenzia di socializzazione, anche dopo l’abrogazione della leva obbligatoria."

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Wed, 4 Nov 2009 09:48:05 UTC
<![CDATA[ Consigli per una spesa più intelligente ]]> Vi suggerisco qualche idea per una spesa sana ed economica. Mandatemi i vostri suggerimenti e le vostre idee in merito: 1. Fai un giro nel mercato prima di decidere cosa comprare. 2. Valuta bene il rapporto qualità-prezzo: non sempre quel che costa meno è la scelta migliore. 3. Preferisci prodotti del tuo territorio. 4. Scegli frutta e verdura di stagione. 5. Bevi l'acqua di casa. 6. Compra i cibi sempre freschi e poco per volta secondo le reali necessità. 7. Evita cibi che contengano polifosfati, nitriti e nitrati. 8. Evita cibi confezionati e preferisci l'acquisto sfuso. 9. Preferisci prodotti ottenuti con metodi rispettosi dell'ambiente e della salute. 10. Recupera le tradizioni culinarie, utilizzando anche gli avanzi, i tagli di carne non pregiati e il pesce azzurro.

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Wed, 4 Nov 2009 09:14:30 UTC
<![CDATA[ L'occhio del vicino tiene lontano i criminali ]]> Da il Giorno

SE LE RONDE fanno fatica a decollare, ci pensano i vicini di casa. Niente pattugliamenti per le strade indossando una pettorina, ma semplicemente maggiore attenzione a quello che accade nel proprio quartiere, per prevenire gli episodi di microcriminalità e sentirsi più sicuri. Annotare la targa di una macchina sospetta, affacciarsi se un cane abbaia. E poi segnalare quanto visto alle forze dell’ordine. È il controllo di vicinato, in inglese «NeighbourhoodWatch»: una prassi scontata, fino a qualche decennio fa, che ritorna in forma organizzata, con tanto di «Coordinatore dell’area di controllo di vicinato». E sbarca a Milano: il progetto sarà «avviato in alcuni comuni dell’hinterland e nelle zone periferiche di Milano», annuncia Stefano Maullu, assessore regionale alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale. SI COMINCIA A GENNAIO, dalla zona 7, quella di Baggio e San Siro. Secondo il consigliere di zona Pietro Tatarella, il sistema del controllo di quartiere potrebbe risolvere i problemi cronici che affliggono le periferie: «In quartieri come Baggio, episodi come le rapine o le occupazioni abusive di appartamenti sono frequenti, ma è anche vero che c’è un senso di identità molto più forte, simile a quello dei piccoli paesi, dove tutti si conoscono e sono pronti a darsi una mano. In consiglio proporrò di segnalare con dei cartelli che la zona è sotto la vigilanza del controllo di vicinato, e di realizzare una sorta di decalogo per abituare la gente a guardare con occhi diversi quanto accade nel quartiere». Naturalmente, occorre un’intesa con le forze dell’ordine: «L’idea è istituire un numero verde o uno sportello dedicato». Cristina Crupi, consigliere della Zona 5, racconta come i residenti di viale Toscana abbiano risolto il problema della prostituzione in strada, senza bisogno di auto-organizzarsi in ronde: «Dialogando ogni sera con queste ragazze, la gente è riuscita a ridurne sempre più la presenza sui marciapiedi. Tuttavia, con il controllo di vicinato potremmo agevolare sia i cittadini, evitando loro di dover scendere in strada, sia i vigili, che non possono essere ovunque in ogni momento».

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Tue, 3 Nov 2009 09:46:04 UTC
<![CDATA[ Guarda gli ultimi video sul mio canale Youtube ]]> Mon, 2 Nov 2009 14:59:13 UTC <![CDATA[ Giornata della Gratitudine della Polizia Locale ]]> (OMNIMILANO) Milano, 31 ott - "Dal 2003 al 2008 Regione Lombardia ha stanziato 90 milioni di euro per garantire alla Polizia Locale gli strumenti necessari a svolgere nel modo migliore il servizio sul territorio". Nel corso della Giornata regionale della gratitudine alla polizia locale, Stefano Maullu, assessore regionale alla Polizia Locale, ha ricordato l'impegno della Regione a sostenere l'attivita' degli agenti nei comuni del territorio. Impegno che "ha consentito di cambiare volto e pelle alla polizia locale". Sottolineando l'importanza dell' azione svolta della Polizia nelle realta' locali, l'assessore ha inoltre anticipato: "All'inizio di gennaio prende il via una campagna di comunicazione per far conoscere a tutti i cittadini della Regione il mondo della Polizia Locale, come la formazione e le attivita' svolte, ma anche la passione con cui gli agenti svolgono il loro lavoro".

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Mon, 2 Nov 2009 12:13:09 UTC
<![CDATA[ Leggi la rassegna stampa ]]> Mon, 2 Nov 2009 12:08:32 UTC <![CDATA[ Aderisci al Controllo del Vicinato ]]> Cosa è il Controllo del Vicinato? Nato nella piccolissima Mollington nel Cheshire in Gran Bretagna (1982), il Neighbourhood Watch è via via stato adottato in moltissime aree es. in America a Chicago e Los Angeles, in Gran Bretagna a Londra ed Edimburgo e ancora, e ancora in Canada, Australia e Nuova Zelanda. Conta già ben 10 MILIONI di persone aderenti. Il sistema prevede sostanzialmente di far sapere tramite l’apposizione di appositi cartelli a chiunque passi nel quartiere che la sua presenza potrebbe non passare inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all’interno del quartiere. Un insieme di piccoli attenzioni fa sì che i molti occhi di chi abita il quartiere rappresentino un effettivo deterrente per chi volesse compiere furti o altro genere di atti illeciti (graffiti, scippi, vandalismi etc). La collaborazione di tutti è fondamentale perché si instauri un clima di sicurezza che verrà immediatamente percepito dalle fasce più deboli che rimangono spesso a casa durante il giorno, come anziani, donne e bambini. Il senso di vicinanza unito alla sicurezza che al suono di un allarme, a un’invocazione di aiuto o di fronte a qualunque altra situazione “anormale” ci sia una tempestiva reazione del vicinato, fa sì che ci si senta maggiormente protetti all’interno della propria abitazione e contemporaneamente rafforza i rapporti all’interno di una comunità più unita e consapevole. Non ultimo, si instaura un dialogo più continuo e sensibile tra i cittadini – la comunità - e le forze dell’ordine alle quali il Coordinatore dell’area di Controllo del Vicinato riporterà gli episodi o le segnalazioni più significative (tentativi di furto, auto sospette, altro). In pratica? Per sommi capi si tratta di: • Sensibilizzare il vicinato circa l’importanza che tutti prendano parte a questa sorta di “autocontrollo”. Più la effettueranno, più sarà efficace. • Prestare maggiore attenzione a ciò che avviene nel proprio quartiere, nelle proprie strade. • Segnare su un taccuino eventuali auto (tipo, targa) che risultino sospette. Auto diverse dalle solite che transitano in zona magari lentamente o con a bordo persone sospette, auto o moto che siano parcheggiate lungamente di fronte a delle abitazioni con qualcuno a bordo etc. In caso di furti questi indizi potrebbero rivelarsi utili alle autorità. • Chiedere a persone che girino all’interno del quartiere guardandosi un po’ troppo in giro se abbiano bisogno di aiuto o se stiano cercando qualcuno. E’ un semplice, antico gesto per far sapere alla persona che non è passata inosservata e al massimo per rendersi utili! • Non sono richiesti né eroismi né particolari competenze, si tratta sostanzialmente di essere più vigili, di osservare meglio; per esempio guardare meglio fuori casa, la strada o la proprietà del vicino, quando si esce o si rientra a casa o quando si stende il bucato, quando si fuma sul balcone oppure si porta a spasso il cane, etc… • Uscire al suono di un allarme anziché girarsi dall’altra parte. Nessuno chiede di correre fuori dalla vasca da bagno e precipitarsi in strada, ma quante volte ci basterebbe aprire la finestra o fare pochi gradini per verificare che non si stia perpetrando un reato? • Guardare fuori quando abbaiano i cani del vicino o se qualcuno parla concitatamente oppure grida sotto casa. Piccoli gesti molto semplici, che uniti fanno centinaia di occhi puntati sulle strade del nostro isolato, occhi che possono prevenire, riconoscere, identificare un reato e un malfattore - Per le situazioni più sospette il contatto con e forze dell’ordine potrà essere diretto, ovviamente dopo aver accertato che si tratti di effettive situazioni di pericolo o potenzialmente rischiose. Per piccole segnalazioni o per cose di minor conto invece si potrà riportare al Coordinatore alla prima occasione utile in modo che questi, raccolte più segnalazioni sospette, possa valutare se sia il caso di avvisare le autorità.

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Mon, 2 Nov 2009 09:13:42 UTC
<![CDATA[ Nomadi e rifugiati, nessuna trattativa sulla legalità, tutelare il diritto alla sicurezza ]]> Qualcuno vorrebbe pretendere che in virtù di un malinteso concetto di solidarietà i cittadini si accollassero degrado e illegalità, che gli errori del passato proseguissero all’infinito, che le istituzioni abdicassero al loro ruolo di garanti dell’ordine pubblico e della qualità della vita. Ovviamente nella totale impunità dei responsabili, considerati destinatari di agevolazioni e prebende. E se qualcuno non è d’accordo ecco che parte la solita accusa di razzismo. Visione inaccettabile. L’integrazione e la solidarietà si devono fermare di fronte all’evidente incapacità di buona parte dei soggetti in questione ad accettare le norme, i regolamenti e quei semplici rapporti di convivenza civile che caratterizzano la nostra società nel suo insieme. I diritti non possono essere disgiunti dai doveri, né è accettabile una qualsiasi trattativa sulla legalità. Se così fosse, cosa dovrebbero fare gli italiani e gli immigrati regolari che cercano una casa ed un lavoro dignitoso, che faticano per migliorare i loro standard di vita? Sono loro a vedere calpestati i propri diritti da chi prevarica, genera soprusi, mendica e lascia dietro di sé una striscia perenne di degrado. Non può esserci alcuna trattativa sulla legalità, nessuno sconto ingiustificato sulla convivenza civile, nessuna deroga alla sicurezza. Se pensiamo che per impedire l’ennesima occupazione nel Comune di Cusago da parte di un centinaio di sinti siciliani ci si vede costretti a spendere 400mila euro dei contribuenti, le parole finiscono all’istante.  I campi di via Idro e via Triboniano purtroppo rappresentano il fallimento di questa via masochista alla solidarietà. Non c’è da scandalizzarsi se i cittadini reclamano a gran voce il rispetto del loro diritto alla sicurezza. E’ una responsabilità comune a tutti. Tutti senza distinzione di ruolo, censo, razza e sesso. Il tradizionale giochetto dell’accusa di razzismo fa ormai parte del repertorio angusto e decrepito di soggetti fuori dalla storia e dalla realtà. Soprattutto fuori dall’idem sentire dei milanesi.

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Fri, 30 Oct 2009 17:44:50 UTC
<![CDATA[ Milano, su sicurezza serve un accordo con gli amministratori di condominio ]]> AdnKronos, ''Per contrastare piu' efficacemente il degrado nei quartieri si rende opportuno e strategico creare accordi con gli amministratori di condominio per creare un sistema di sicurezza partecipata che veda in loro e negli inquilini una risorsa per la legalita'.'' Cosi' Stefano Maullu, Assessore lombardo alla Protezione civile e Polizia locale, a margine del suo intervento durante il convegno ''La riforma del condominio'' organizzato nel pomeriggio di mercoledi 28 ottobre a Sesto San Giovanni dall'Anaci, Associazione nazionale amministratori di condominio. ''Possiamo individuare - ha spiegato Maullu - numerosi ambiti di intervento per la lotta a fenomeni criminosi quali, ad esempio, l'occupazione abusiva di aree ed edifici, l'immigrazione clandestina, la prostituzione, lo spaccio di stupefacenti, l'esercizio abusivo del commercio e, piu' in generale, tutti quei fenomeni e comportamenti che, ingenerando senso di insicurezza, determinano situazioni di degrado urbano". "Questi fenomeni -ha aggiunto l'assessore lombardo- trovano molto spesso favorevoli ambiti di diffusione e radicamento presso i complessi condominiali. Basti pensare ad alcuni quartieri milanesi come l'area di via Padova e via Sarpi dove immigrazione irregolare, microcriminalita' e prostituzione trovano facile dimora ed e' sempre piu' difficile sradicarli". ''Intendo iniziare a lavorare -ha proseguito Maullu- per la definizione su scala regionale di un protocollo d'intesa con le associazioni degli amministratori di condominio per attivita' di sorveglianza attiva presso insediamenti residenziali. L'esperienza condotta a Brescia da circa un anno ha sortito degli ottimi risultati e credo che si debba procedere per una sua progressiva estensione". "Gli amministratori -ha spiegato- si impegnano a segnalare al Comando di Polizia locale, quelle situazioni che, contrastando le regole della convivenza civile, possano costituire comportamenti di rilevanza anche penale. Un processo parallelo riguarda l'integrazione al regolamento condominiale, tale per cui ciascuno condomini sara' tenuto a segnalare ogni evento illegale al proprio amministratore. Qui l'inosservanza dara' luogo ad una responsabilita' di tipo contrattuale.'' ''La sicurezza urbana, soprattutto nella grandi aree metropolitane -ha aggiunto Maullu- richiede il contributo degli inquilini e degli amministratori degli stabili. La legalita' e' un diritto fondamentale dei cittadini, e chiunque e' al governo di una comunita' sa che assicurarne il rispetto e' un suo compito, un suo dovere. Ma i cittadini -ha concluso- devono fare la loro parte affinche' la sicurezza non venga solo vista come un bene del quale siano solo semplici fruitori, ma possa essere costruito e condiviso da coloro i quali il territorio lo vivono quotidianamente''.

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Thu, 29 Oct 2009 09:58:06 UTC
<![CDATA[ Islam: bloccare sul nascere integralismo e violenza ]]> Se si viene in Italia si viene alle nostre regole non per imporne altre. Mi pare opportuno che da tali dati scaturisca una piena e più compiuta riflessione sul peso della presenza islamica a Milano e i rischi ad essa correlati. Non solo attivita' di intelligence per scongiurare altri attentati come quello che ha colpito la caserma Santa Barbara, ma essenzialmente una serie di interventi per bloccare sul nascere fermenti integralisti e violenti. Penso ai quartieri ad alta concentrazione di arabi, come quello di Via Padova oppure la zona di Via Quaranta. Zone dove il degrado si associa all'esclusione sociale e sorgono conflitti tra italiani, soprattutto anziani, e i nuovi arrivati. Bisogna chiarire in maniera esemplare agli immigrati che il rispetto delle regole e' condizione fondamentale per integrarsi. Ogni infrazione, piccola o grande che sia, deve essere sanzionata con rigore. L'alternativa e' il crearsi di un sistema parallelo a quello delle leggi italiane. Se si abituano a fare quello che vogliono, se la regola del sopruso diventa consuetudine, non mi meraviglierei che a breve si alzasse forte e chiara la richiesta di instaurare la Sharia all'interno della comunita' islamica. Un conto e' assicurare il diritto costituzionale a manifestare il loro culto, un altro e' assorbire visioni arcaiche e lesive dei diritti civili.

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Wed, 28 Oct 2009 09:33:30 UTC
<![CDATA[ BUENOS AIRES, STEFANO MAULLU (PDL): “LEGALITA’ TORNI AD ESSERE LA NORMA NON L’ECCEZIONE, REVOCARE STATUS RIFUGIATI” ]]> “E’ ora di finirla con il subordinare i diritti dei cittadini a situazioni di falso buonismo che finiscono per certificare il degrado e l’illegalità. Trovo corretto e doveroso il richiamo da Palazzo Marino al Ministro dell’Interno affinché si riveda lo status di rifugiato politico a chi si rifiuta categoricamente il ricovero nelle strutture messe a disposizione dal Comune di Milano, trasformando piazze e strade in latrine. Le pretese, il degrado e il bivacco permanente devono cessare, al pari della disponibilità al limite del masochismo che caratterizza alcuni soggetti della maggioranza cittadina di governo .” “Non si mette in discussione il diritto di asilo – spiega Maullu - ma si deve rimarcare il valore della convivenza civile e dei principi di legalità. Permettere di creare degrado nelle piazze, rincorrere i problemi anziché risolverli o cavalcare le proteste magari per qualche calcolo elettorale o di propaganda, ecco questo è il vero delitto che si compie nella nostra città.” “Le richieste legittime dei commercianti e dei residenti non possono essere ignorate oltre. Il Prefetto ha garantito provvedimenti urgenti e sono certo che saranno posti in essere nel più breve tempo possibile. Ma che questo carattere di urgenza sia finalmente risolutivo e che la legalità torni ad essere la norma non l’eccezione nel quartiere.”

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Tue, 27 Oct 2009 15:16:29 UTC
<![CDATA[ Intese su sicurezza con Bollate e San Giuliano Milanese ]]> La Regione Lombardia ha firmato due protocolli di intesa per la sicurezza urbana con i Comuni di Bollate e San Giuliano Milanese. Con gli accordi vengono anche stanziati 50mila euro per contribuire alla realizzazione di interventi diretti a contenere i fenomeni di disagio e di degrado. I protocolli sono stati sottoscritti oggi in Regione dall'assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale, Stefano Maullu, e dai sindaci dei Comuni di Bollate, Carlo Stelluti, e di San Giuliano Milanese, Luigia Greco, presente anche l'assessore regionale alla Casa e Opere pubbliche, Mario Scotti. Le intese siglate mirano all'incremento dei servizi di Polizia locale e ad azioni di prevenzione nelle aree urbane piu' a rischio. "Gli agenti - ha detto Maullu - saranno presenti oltre l'orario ordinario di servizio con estensione alla fascia serale e notturna, oltre che nei giorni festivi. Gli uomini della Polizia locale saranno dotati di supporti tecnologici per meglio svolgere l'attivita' di vigile di quartiere e di controllo del territorio". Da parte sua l'assessore Scotti ha rilevato come gia' siano state stanziate per tutto il territorio regionale ingenti risorse per la ristrutturazione di quartieri popolari, la realizzazione di infrastrutture e la promozione di attivita' sociali (centri per i giovani, custodi sociali). "Per le seconda edizione dei Contratti di Quartiere nazionali - ha aggiunto Scotti - abbiamo messo a disposizione 180 milioni; altri 60 milioni li abbiamo stanziati per i Contratti di quartiere regionali". A Bollate, in particolare, 1,5 milioni di euro serviranno a riqualificare il quartiere Cascina del Sole, dove saranno ristrutturati gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, una scuola e la sede del Consiglio di Circoscrizione, e a realizzare un asilo nido e centri per giovani. E' prevista anche l'introduzione del custode sociale. Con i contratti di quartiere regionali, e' invece in fase di completamento l'istruttoria per la riqualificazione del quartiere di Via Turati, sempre a Bollate. "Questo tipo di intervento - ha concluso Scotti - fornisce ai Comuni l'occasione per applicare appieno le norme regionali, in particolare quelle che prevedono l'automatica impossibilita' di vedersi assegnato un alloggio per chi delinque in casa o nel palazzo. Allo stesso tempo, per combattere l'abusivismo i Comuni e le Aler devono adottare un piano di sicurezza (ad esempio la vigilanza), di repressione (d'accordo con le Forze dell'Ordine) e di tutela dei casi sociali insieme ai servizi sociali dei Comuni". In questo percorso, i Comuni possono dare priorita' di assegnazione a sfrattati, disabili, giovani coppie, anziani o famiglie con un reddito medio e assegnare alloggi non ristrutturati a inquilini che provvedono da se' a risistemarli, deducendo poi i costi della manutenzione dal canone di affitto. In questo modo non ci saranno alloggi vuoti e non si presentera' dunque l'evenienza che siano occupati abusivamente.

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Tue, 27 Oct 2009 14:35:31 UTC
<![CDATA[ DEGRADO CORSO BUENOS AIRES: “RICHIAMO CORRETTO ALLE ISTITUZIONI, LA POLITICA TORNI AD ASCOLTARE I CITTADINI. BASTA RINCORRERE I PROBLEMI” ]]> “Non posso che accogliere con favore la decisione del Prefetto di procedere ad azioni straordinarie per contrastare il degrado e l’illegalità nell’area di Corso Buenos Aires, ma ritengo sbagliato attivarsi solo ex post quando questa situazione era da tempo conosciuta. Il richiamo da parte dei cittadini e dei commercianti di Corso Buenos Aires alle Istituzioni è corretto: bisogna dare risposte puntuali e decise ad una situazione di degrado senza dover ricorrere a inutili difese d’ufficio o pessima demagogia.” Così Stefano Maullu, dirigente lombardo del Pdl, annuncia la sua presenza domani al presidio organizzato dai comitati dei residenti e degli esercenti di Corso Buenos Aires contro il degrado. “Spesso a causa di un equivoco buonismo – continua Maullu - si cerca di ragionare solo con le logiche dell’emergenza: forse per questo non si riesce a farne a meno oppure si iniziano ad affrontare i problemi quando questi assumono carattere cronico. La situazione dei cosiddetti rifugiati e i venditori abusivi rappresentano un evidente problema. Le risposte devono esserci in tempi rapidi e non possono essere dilazionate nel tempo. La politica deve tornare ad ascoltare i cittadini senza che questi debbano vedersi costretti ad urlare per reclamare i loro diritti.” “Certo che occorre stare attenti, anche con le sole parole, ad incitare forme d’intolleranza nei cittadini. Allo stesso tempo, occorre avere il coraggio di affrontare a viso aperto i problemi legati all’integrazione, nell’interesse degli stessi immigrati regolari che vivono in Italia e sono ingiustamente screditati dall’opera di chi delinque o, più semplicemente, è incivile nei comportamenti.” “Il quartiere Baires – conclude Maullu - richiede un rilancio a partire dalla sicurezza e dal rilancio del commercio di prossimità. Occorre individuare una serie di iniziative per il rilancio dei negozi, come avviene in Francia e Germania, in cui molte municipalità riducono fortemente le tasse sul commercio di quartiere, ritenendolo una ricchezza sociale e collettiva. E se i venditori ambulanti ritornano ogni volta vuol dire che le azioni fin qui intraprese per contrastare questo fenomeno sono incomplete o inadeguate. Basta dare una scorsa veloce ai giornali del 2005 o del 2007 per accorgersi immediatamente che ad oggi i problemi sono sempre gli stessi. E’ tempo di fare autocritica e agire con severità.”

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Tue, 27 Oct 2009 11:17:39 UTC
<![CDATA[ Maullu, inopportuni gli aumenti alle quote delle mense dei bambini ]]> Milano, 21 ott. - (Adnkronos) - "Trovo inopportuno l'aumento delle quote di contribuzione per la refezione scolastica soprattutto in questo momento difficile dal punto di vista economico. Le famiglie milanesi non possono sopportare incrementi di tale entita'".Cosi' Stefano Maullu, dirigente lombardo del Pdl e assessore regionale, ha commentato gli aumenti previsti da Palazzo Marino per le mense scolastiche. "Milano risulta sempre al top della lista delle citta' italiane piu' care e il tenore di vita e le possibilita' delle classi basse e medio-basse si e' oggettivamente abbassato. Pur considerando la fascia piu' alta del reddito, gli aumenti di quasi del 50% per le materne ed elementari, del 90% addirittura per le media comportano la legittima protesta dei genitori. Si tratta di una scelta illogica e iniqua che sarebbe meritevole di una profonda rivisitazione''. "E' mancata evidentemente - continua Maullu - una riflessione sulla prospettiva delle tasche dei milanesi oggi che l'economia attraversa ancora una crisi storica. La parte piu' ampia dei contribuenti milanesi e' infatti compresa nelle fasce di reddito tra 10 e 15 mila euro, tra i 15 e i 20 mila euro e tra i 20 e i 26 mila euro. Sono loro, con le oltre 93 mila persone che dichiarano meno di 10 mila euro, in maggioranza pensionati, a soffrire in maniera piu' pesante gli effetti gli effetti della recessione''.

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Thu, 22 Oct 2009 16:28:53 UTC
<![CDATA[ Assessore Maullu al Parco delle Groane ]]> Nel pomeriggio l'Ass. Maullu ha fatto visita al Consorzio Parco delle Groane di Solaro, dove ha incontrato i comandanti e gli ufficiali dei sedici comuni del parco. Accolto dal presidente Rosario Perri e dal comandante Mario Girelli, la visita si inserisce nell'indagine che l'assessore sta conducendo sulle caratteristiche organizzative e operative della Polizia Locale.

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Thu, 22 Oct 2009 15:02:01 UTC
<![CDATA[ Maullu: "Sono vicino ai nostri anziani" ]]> Le statistiche sul fenomeno delle truffe agli anziani dipingono una situazione allarmante nel nostro Paese.
Le persone anziane colpite da truffe nella nostra Regione sono circa 1029 ogni 100000 abitanti ma risulta che solo una vittima su tre denuncia l’accaduto alle forze dell’ordine.
Le dimensioni del fenomeno risultano dunque difficili da definire proprio perché questi episodi non vengono denunciati per vergogna o paura del giudizio degli altri: l’anziano che subisce questo reato tende a colpevolizzarsi per non essere riuscito a difendersi da truffatori spesso molto ben organizzati.
Si spacciano per idraulici, addetti alla manutenzione, postini, dipendenti di aziende del gas, del comune, del telefono o dell’ Enel, hanno spesso la divisa dell’Ente al quale dicono di appartenere e un tesserino: tutto finto.
Gli anziani che hanno subito raggiri tendono ad isolarsi invece che denunciare e i truffatori possono mettere a segno altri colpi indisturbati.
Il ruolo della società e delle istituzioni nel trovare una soluzione a questo problema deve essere di primo piano e proprio l’impegno congiunto sembra la strada giusta.
Nel mese di settembre  è stato realizzato dall’Assessorato alla protezione civile, prevenzione e polizia locale della Regione Lombardia un progetto pilota in collaborazione con alcuni comuni della provincia.
Il progetto, chiamato “Truffa stop” prevedeva la realizzazione di corsi di prevenzione per gli anziani al fine di fornire loro alcuni strumenti di difesa dal rischio di truffe.
L’importanza del classico “non aprire agli sconosciuti”, del non tenere grandi somme di denaro in casa e del farsi accompagnare da qualcuno di fiducia alla banca o alla posta sono dei consigli forse banali ma che è meglio tenere a mente per difendersi dai truffatori.
È importante sottolineare il valore chiave della prevenzione  al fine di arginare un fenomeno che sfrutta spesso proprio la scarsa informazione in merito e la posizione di debolezza degli anziani: efficaci misure di prevenzione delle truffe costituiscono il primo passo per far fronte al fenomeno.
L’Assessore Maullu, già promotore del progetto pilota, sostiene che “abbiamo bisogno di innalzare il livello di tutela per le fasce più deboli, gli anziani in particolare, che spesso vivono soli e sono per questo maggiormente soggetti al rischio di truffe”.
Il progetto mira a fare in modo che gli anziani possano riconoscere un tentativo di truffa in atto e riuscire così a difendersi e ad avvertire le forze dell’ordine.
La Regione Lombardia da così un altro segnale del suo impegno in favore della sicurezza dei cittadini, in particolare in riferimento alla necessità di tutela delle fasce deboli della popolazione e dei soggetti a rischio.
Il progetto, che prevede il coinvolgimento diretto degli anziani in un problema che li riguarda da vicino, vuole dare un segnale forte alle persone colpite dalle truffe: “sono vicino ai nostri anziani” ha commentato l’Assessore Maullu.
La volontà di ripetere il progetto emerge chiara dalle parole dell’Assessore: “ il progetto “Truffa stop” ha dimostrato che, attraverso la collaborazione tra Regione, cittadini e polizia locale è possibile migliorare la qualità della vita dei nostri anziani” e continua “intendo estendere a breve il progetto su scala regionale”.
L’Assessore ha sottolineato il ruolo chiave svolto degli operatori di polizia locale nel contrastare una serie di fenomeni che mettono a rischio la sicurezza urbana e conclude “Non lasciamo soli i nostri anziani, facciamo in modo che si sentano aiutati e capiti”.
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Thu, 22 Oct 2009 14:32:11 UTC
<![CDATA[ Guarda gli aggiornamenti nell'area Social Network ]]> Tue, 20 Oct 2009 13:36:33 UTC <![CDATA[ Convegno Scuola e Università ]]> (OMNIMILANO) Milano, "La cultura civica, la cultura della legalita', la sensibilizzazione dei giovani verso i doveri e non solo i diritti di cittadinanza, questa e' una precisa responsabilita' della scuola." Cosi' Stefano Maullu ha introdotto il dibattito da lui organizzato ieri sera a Milano dal titolo "Una riforma che premia le eccellenze" alla presenza del Ministro Gelmini, del Dirigente scolastico lombardo Giuseppe Colosio e del Presidente della Provincia di Milano Guido Podesta'. "Il protocollo d'intesa che sara' siglato tra Protezione civile e l'ufficio scolastico regionale permettera' di avviare una serie di attivita' formative sia agli studenti sia agli insegnanti con l'obiettivo di sensibilizzare il mondo della scuola verso il sistema di protezione civile. Non si tratta solo di riscrivere il patto di cittadinanza ma di partecipare ad un investimento sul futuro. Un futuro che si crea dando valore al merito".

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Tue, 13 Oct 2009 13:46:00 UTC