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| Le prove della truffa ai danni della lista Formigoni |
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| 09/03/2010 |
Riportiamo di seguito l'articolo apparso oggi sul sito de Il Giornale, che rileva le prove della della truffa ai danni della lista Formigoni.
Milano - Ore e giorni passati a spulciare le liste elettorali, come fossero mandarini dell’impero cinese. La teoria dei «due pesi e due misure» - denunciata dai colonnelli del Pdl dopo l’esclusione del centrodestra dalle prossime regionali decisa dalla Corte d’Appello - diventa un dossier di 50 pagine consegnato ai candidati e agli esponenti del partito. Un documento interno alla coalizione acquisito come vademecum pre-elettorale, e con cui il Popolo della libertà ribadisce l’ipotesi di un disegno ordito da «diversi soggetti» - così li aveva chiamati Roberto Formigoni nei giorni scorsi - che avrebbero cercato di fare fuori il listino del governatore, favorendo il democratico Filippo Penati nella corsa verso le urne.
Il documento - datato 8 marzo - è firmato dal coordinatore regionale e presidente della Provincia Guido Podestà, e dal deputato del Pdl Massimo Corsaro. Il leit motiv non cambia: la Corte d’Appello, a parità di irregolarità formali, avrebbe annullato solo quelle del Pdl, salvando invece quelle del Pd. A pagina 10 del dossier, le «prove». Una accanto all’altra, le sottoscrizioni contestate. Cancellati i nomi dei firmatari per garantirne la privacy, si procede in parallelo. Da un lato quelle del centrodestra, annullate. Di fianco, quelle del centrosinistra. Valide. E allora, 25 firme annullate alla lista «Per la Lombardia» perché l’autentica è priva del timbro tondo. Stesso problema, ma 23 firme di «Penati Presidente» vengono prese per buone. Avanti, 23 sottoscrizioni del centrodestra cancellate perché prive della qualifica dell’autenticante, e 23 del Pd accettate.
Ancora, 25 adesioni pro-Formigoni in cui non compare il luogo dell’autentica si perdono per strada, mentre 9 del Partito democratico ugualmente «difettose» passano indenni la verifica dell’ufficio regionale della Corte d’Appello.
Mancano sottoscrittori nel certificato d’iscrizione cumulativo alle liste elettorali? Noi - denunciano ancora Corsaro e Podestà - perdiamo tre firme, mentre il Pd ne conserva 5 viziate dallo stesso «cavillo». A Venegono - come già raccontato nei giorni scorsi dal Giornale - si dimenticano di specificare «Inferiore», e a Mariano Comense siglano Mariano «C.se»? Firme perse. Cambio lato, e 24 sottoscrizioni del centrosinistra vengono accettate nonostante il luogo di iscrizione alle liste elettorali sia «P.B.». Peschiera Borromeo, pare.
Così, una data di nascita difforme rispetto al certificato di iscrizione costa una firma a Formigoni, ma non a Penati. Perché il signor Giancarlo, nato nel Monzese il 14 maggio del 1928, sul modello depositato in tribunale diventa Gianpaolo, e ringiovanisce pure di un mese (14/06/1928). Però Gianpaolo vale. Fino al caso di Francesco Prina, consigliere regionale del Pd, che ha autenticato 7 firme senza essere abilitato a farlo. E ancora: timbri sbagliati, documenti mancanti, dati illeggibili e - si legge nel documento - «diverse correzioni e integrazioni di dati» nelle liste del centrosinistra che avrebbero dovuto essere invalidate. Ma, insiste il Pdl, così non è stato.
Dalle denunce ai quesiti. Pagina 8, otto domande al capitolo «Fatti e stranezze». Uno. «Come si spiega - si chiedono Podestà e Corsaro - l’incredibile celerità con cui la richiesta di accesso agli atti formulata dai Radicali è stata concessa, e per di più per via telefonica e senza alcuna documentazione di merito?». Due. «Perché è stato autorizzato l’accesso, in difformità dal comportamento della grandissima maggioranza degli Uffici elettorali che in Italia hanno ricevuto analoga richiesta, e in difformità anche dal comportamento dell’ufficio elettorale circoscrizionale di Milano?». Tre, punto sul quale i legali del centrodestra hanno insistito fin dall’inizio. «Perché l’Ufficio elettorale ha consentito al Partito radicale di presentare ricorso non sulla propria esclusione, ma sulla regolarità della documentazione di un’altra lista?». Quindi, quattro. «Quale articolo della legge elettorale consente tale procedura, dal momento che l’articolo 8 della stessa legge dichiara che la funzione dell’Ufficio in questa fase termina con la dichiarazione di ammissione, già emessa in data 28 febbraio?». Cinque. «Come e da chi è stato fatto un lavoro così approssimativo di verifica delle liste?». Sei. «Non si è violata la privacy» dei firmatari, consentendo ai Radicali di fotocopiare gli atti? Sette. «Perché la verifica delle liste concorrenti è stata autorizzata al Pdl solo in presenza dei rappresentanti di tali liste, mentre la verifica della lista Pdl è stata consentita ai Radicali senza la presenza dei testimoni?». E, soprattutto, otto. «Come mai non è stata fatta sulle liste Penati la stessa revisione che ha portato all’esclusione di Formigoni?».
Otto domande, e una risposta. Quella che arriverà oggi dal Tar. Dentro o fuori, con un occhio al Consiglio di Stato. Mica detto, infatti, che la battaglia dei ricorsi incrociati sia finita. Gli uffici legali restano in trincea. Tanto per allungare ancora un po’ il brodo di una campagna elettorale fatta più nei tribunali che nelle piazze. |
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Riccardo: 09/03/2010 - h. 19:28 L'unico sistema per poter vincere le elezioni in Lombardia era riuscire a non farci ammettere alle stesse!!! Una vittoria di Pirro! Saluto Maullu a cui sono sempre vicino e a cui andranno i nostri voti. Riccardo Tricca - fotoreporter
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matteo antonio: 09/03/2010 - h. 19:32 Sarebbe stato troppo bello vincere facile per Pennati e compagni, questo non toglie che bisogna essere "furbi come i serpenti e docili come le colombe". Mattteo |
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maroval: 09/03/2010 - h. 19:56 complimenti per il Vostro encomiabile lavoro di "verifica" delle meschinità della Corte d'Appello e dell'Ufficio elettorale. ci troviamo evidentemente al cospetto di una cricca di delinquenti. il sospetto oramai è certezza. ma sono con Voi nel contrastare questa banda di delinquenti che non teme vergogna. grazie per il Vostro costante e indispensabile impegno quotidiano a difesa del Paese da una banda di furfanti, con toga e senza. cordialità. valentino marongiu. |
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BABYCARAMELLA: 09/03/2010 - h. 21:32 QUESTA E' UNA VERA E SPORCA GUERRA DOVE LA CORRETTEZZA SI E' PERSA PER STRADA. E' UNA VERGOGNA!!!!!! VOGLIONO VINCERE A TUTTI I COSTI E NON HANNO IL CORAGGIO DI CONFRONTARSI PERCHE' SANNO BENISSIMO CHE GLI ITALINI SCELGONO IL MIGLIORE E, DI SICURO, NON SONO LORO.VOGLIONO VINCERE L'INCONTRO METTENDOSI NEL GUANTONE IL FERRO DI CAVALLO.PERO' NON HANNO CAPITO CHE GLI ITALIANI SANNO BENISSIMO CHE STANNO BARANDO.PRIMA O POI TUTTA LA CATTIVERIA E L'IMBROGLIO CHE STANNO FACCENDO TORNERA' TUTTO ADOSSO A LORO CORAGGIO NOI VI SOSTENIAMO, LA VERITA' DEVE VINCERE E NON DOBBIAMO ARRENDERCI- VIVA IL NOSTRO GOVERNO LUNGA VITA A BERLUSCONI E A TUTTI VOI
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rickybed: 09/03/2010 - h. 22:10 Per fortuna che l'incubo è finito, alla faccia di Di Pietro, Penati e "compagni". Secondo me questa vicenda ci farà guadagnare dei voti in più |
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SANTA: 10/03/2010 - h. 06:07 SAPEVO PER CERTO CHE ERA IN ATTO UNA CONGIURA CONTRO IL PDL PERCHE' CERTI PERSONAGGI NON ACCETTANO DI PERDERE IL POTERE E VORREBBERO VINCERE SOLO CON LA BUROCRAZIA E NON CON I FATTI COME LEI ASSESSORE.
SANTAMBROGIO MARIO |
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RENZO: 10/03/2010 - h. 10:40 LE SINISTRE NON CAMBIERANNO MAI !!! Carissimo Stefano e Popolo delle Libertà. Dobbiamo smetterla di fare sempre i buoni, sò che è l'indole del Pdl, specificatamente di Forza Italia, ma prenderlo sempre in quel posto non è troppo simpatico ed alla fine magari ci si fà abitudine. Lo stesso Presidente Silvio Berlusconi ogni tanto perde le staffe e lo prendono per matto, contrariamente alla fine ha sempre ragione perchè i fatti lo dimostrano. Vogliamo imparare qualche cosa o rimaniamo sordi e tordi?. In questa campagna elettorale stampiamo con caratteri forti e decisi ed in breve ( quattro cinque righe) i punti eesenziali di quest'ultimo fatto avvenuto, inbrogli, falsificazioni e conclusioni. Punto. Volantinaggio in tutti gli angoli della Lombardia. Punto. Il Popolo deve sapere, tutti, non solo quelli che hanno letto l'articolo sul "Giornale" che sono solo ed esclusisivamente del Pdl. Ci stiamo sottomettendo alla dittatuta di sinistra, o non l'aveta ancora capito!!!. Un cordiale saluto a tutti e Forza Italia. Renzo Rosso |
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Licantropo: 10/03/2010 - h. 11:08 Insistete e denunciate il più possibile questo schifo. Ci sarà pure un pm. responsabile da mettere in galera. Poi ci vengono a dire di rispettare la magistratura.
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radio x: 10/03/2010 - h. 11:29 non ci sono parole |
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Mamilina: 10/03/2010 - h. 11:59 Stefano sei fantastico, grazie per il lavoro fatto .... Grazie a te e a tutti coloro che si sono impiegati in questi giorni per permetterci di votare.... anna basso |
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annam: 10/03/2010 - h. 14:36 finalmente oggi il nostro presidente ha parlato a tutti gli italiani e nella conferenza stampa ha cosi potuto chiarire e spiegare come sono andate in realà le cose.Sono veramente nauseata dal comportamento di questi magistrati anche se c'era da aspettarselo.Bene adesso dobbiamo reagire col nostro solito stile e far si che questi signori non l'abbiano vinta . Forza SILVIO mettici ancora una volta la tua faccia e combatti da vero leone quale tu sei.ANNA |
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mtl: 10/03/2010 - h. 19:28 Bisogna vigilare perchè non si incappi in certe stuazioni.La volontà popolare va rispettata a cominciare da un'attenta e oculata raccolta di firme.Sarei stata ben lieta di firmare anch'io,ma mi accorgo che a volte qualcuno ci snobba pensando di farcela con le proprie forze.Spero che l'accaduto ci risvegli e non si verifichi piu' una cosa del genere. Maria Teresa |
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gabriella: 11/03/2010 - h. 13:55 vergognatevi delle stronzate che raccontate |
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Lucio: 12/03/2010 - h. 10:27 È tempo di elezioni e i lupi e gli sciacalli (i comunisti e i radicali) si travestono da agnelli, per presentarsi al popolo bue, (così essi considerano i cittadini elettori) come i salvatori illuminati della patria, con il beneplacito e la complicità dei magistrati rossi e con la benedizione di chi, (anime ingenue e candide) basta un piatto di lenticchie, una manifestazione con un poco di spettacolo per sentirsi appagati (i cattolici del PD) Usando spudoratamente le armi della mistificazione e del cinismo consapevole, come valori morali e di stile di vita, questi signori vogliono solo occupare il potere, non solo nella nostra comunità regionale lombarda, ma anche in tutti gli organismi e le istituzioni pubbliche occupabili, con determinazione portano avanti una politica di meretricio, cercando di convincere gli elettori che la loro opera è quanto di meglio si possa desiderare. In poche parole, i comunisti hanno perso il pelo ma non il vizio e restano sempre dei lupi
Luciano Vignati |
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