Il quartiere di via Padova è da molto tempo un enclave di immigrazione irregolare, criminalità organizzata, spaccio di stupefacenti e prostituzione. Ai pochi immigrati regolari che lavorano e cercano l’integrazione si affiancano balordi e clandestini la cui unica premura è quella di creare disagio sociale e alimentare un perenne clima di tensione. Alcune vie sono caratterizzate da immobili in cui si possono trovare fino a 7/8 immigrati stipati in poco più di 40mq. Proprietari italiani senza scrupoli che alimentano un giro vorticoso di abusi e irregolarità, magrebini seduti ai tavolini dei bar tutto il giorno, prostitute dei Paesi dell’est agli angoli delle vie, sudamericani ubriachi e molesti. E’ un problema di ordine pubblico perché solo nella legalità si può percorrere la via dell’integrazione. Gli interventi ex post, quelli che sedano questi atti e non li prevengono, la comprensione delirante e ideologica di che ama pensare alla società multietnica, sono gli autentici nemici di questo quartieri e di chi lo abita. Ma soprattutto è un quartiere che rileva la permanenza, ormai residuale ed in continua regressione, delle attività artigianali di tipo tradizionale che caratterizzavano il tessuto economico del quartiere fino ad una decina di anni fa. Una zona che ha smarrito la sua identità e che nella multietnicità qualcuno ha voluto vederci una soluzione che in realtà è fallimentare. La discussione del nuovo Pgt potrà dare una svolta. E se proprio vogliamo pensare a degli incentivi o sgravi fiscali, che i destinatari siano i commercianti italiani del quartiere che vedono progressivamente ridursi clienti e incassi proprio in virtù della diminuzione degli italiani e l’aumento degli stranieri che tendono a servirsi dei negozi gestiti dai loro conterranei. Ancora una volta è nella gestione del fenomeno dell’immigrazione che si misura la capacità della politica di superare il clima della propaganda. La stessa reazione dei cittadini, quasi tutti elettori di centro-destra, è il segnale che gli slogan non bastano più. Adesso i cittadini, italiani e immigrati regolari, si aspettano dalle istituzioni il passo successivo: soluzioni. La palla ora passa al centrodestra che, giustamente, non hai mai sminuito il problema dell'immigrazione incontrollata e che adesso è chiamato a trovare provvedimenti efficaci. Sia chiaro, come i fatti di Milano dimostrano, il compito della politica non è di sollevare polveroni. Ma di parlare dei problemi veri, non quelli dettati dalla propaganda spicciola. Repressione dell’immigrazione clandestina e dello sfruttamento operato da proprietari di casa italiani, riqualificazione del quartiere e sostegno al commercio sono esigenze improrogabili. Di progetti in corso o in via di definizione ce ne sono. Basta attivarsi velocemente. Penso ad esempio al Parco Trotter e al suo progetto di riqualificazione che giace da anni in Comune di Milano. E l’occasione dell’EXPO può essere quella giusta per dare una svolta al quartiere via Padova. |